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Val di Cecina Outdoor, in bici verso San Galgano e le Colline Metallifere

3 settimane fa •  2 minuti di lettura
Fra i numerosi itinerari del progetto dedicato agli amanti degli sport all'aria, spicca quello di oltre 108 km che porta verso l'abbazia e l'eremo nel territorio di Chiusdino, per poi tornare in zona geotermica

Natura, armonia, lentezza. Che è già mezza bellezza. Anche e soprattutto in bicicletta. Nel cuore della Toscana, l’Alta Val di Cecina è una terra bellissima e selvaggia, segnata da sentieri e strade bianche che attraversano parchi e riserve natura.

Un vero e proprio “parco giochi” per gli amanti degli sport all’aria aperta, cui il progetto Val di Cecina Outdoor ha dedicato una serie di itinerari da percorrere a piedi, a cavallo e naturalmente in bicicletta. MTB o gravel, strada o enduro, ce n’è davvero per tutti i gusti e tutte le gambe.

Fra i tanti itinerari che abbracciano vigneti e boschi di querce e castagni, aree geotermiche e paesaggi agricoli, vi raccontiamo il gran tour che si spinge dalle Colline Metallifere alla Val di Merse, per scoprire l’abbazia di San Galgano, l’eremo e la leggenda della spada nella roccia.

LA RISERVA NATURALE DELL’ALTO MERSE E L’ABBAZIA DI SAN GALGANO

Si parte e si arriva a Pomarance, dopo 108,2 km con un dislivello positivo di 1235 metri e una quota massima di 745 metri slm. Attraversata la selvaggia Val di Pavone con i borghi di San Dalmazio e Montecastelli, si pedala nel territorio senese percorrendo le SP di Radicondoli e di Montalcinello. Con saliscendi rilassanti in un paesaggio che alterna coltivi a boschetti si raggiungono i piani della Merse, alle porte della Riserva Naturale dell’Alto Merse.

La SP Senese Aretina conduce in prossimità di San Galgano, nel territorio di Chiusdino. Qui ci concediamo una sosta per una visita alla grande abbazia cistercense, fra i misteri della “spada nella roccia” dell’Eremo di Montesiepi, le storie di antichi cavalieri, le leggende e l’arte.

L’ANTICO CASTELLO DI MONTIERI E I BOSCHI DOVE RITROVARE QUIETE E ARMONIA

Saziata la curiosità, riprendiamo a pedalare verso ovest, risalendo la valle della Merse lungo la Strada Massetana, per poi sfidare le salite verso la zona più alta delle Colline Metallifere, ricca di sorgenti e foreste umide di castagno, querce e faggio.

Salutiamo Montieri, antico castello medievale ai piedi del monte omonimo, la cui cima supera i mille metri. Fino agli anni ’90, le sue miniere hanno fornito argento, pirite e piombo in quantità.

Assieme al vicino Gerfalco, Montieri si trova in un’area boschiva periferica, scarsamente popolata e dai tratti montani. Qui si conservano tradizioni antiche e la quiete, il contatto intimo con la natura e la genuinità dei prodotti del bosco contribuiscono ad aumentare l’appeal dei luoghi.

IL BORGO A PIGNA, LA CAPITALE MONDIALE DELLA GEOTERMIA, LA VALLE DEL DIAVOLO

Sterminate foreste, le sorgenti del fiume Cecina e del Torrente Pavone, poi lungo la SS 439 Sarzanese Valdera, in un susseguirsi di curve e saliscendi, torniamo in zona geotermica scendendo verso Castelnuovo Val di Cecina. Il caratteristico borgo a “pigna” è uno splendido esempio di impianto architettonico medievale ben conservato. 

Tra i vapori delle alte torri di refrigerazione delle centrali elettriche e dei vapordotti, superiamo Larderello, capitale mondiale della geotermia con il suo museo, e l’arroccata frazione di Montecerboli con vista sulla Valle del Diavolo, prima di far ritorno a Pomarance.

Abbazie, eremi, antichi castelli e il fascino della geotermia: quali sono i punti più affascinanti di questo itinerario? Dite la vostra nei commenti!

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