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Nuova ciclopedonale tra Como e Varese. E la comunità si gode gli spazi

5 mesi fa •  2 minuti di lettura
Completati i primi tratti del tracciato che farà rivivere il sedime della vecchia ferrovia fra Grandate e Malnate: l'itinerario misura 15 chilometri. Sui tratti completati c'è già il “pienone”

Da vie ferrate a tracciati ciclabili: la seconda “vita” delle ferrovie è sempre più green. 

Vi abbiamo raccontato su DINAclub della Pista ciclabile del Ponente Ligure lungo l’ex ferrovia fra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti; così come della Via delle Risorgive sul sedime della ex linea ferroviaria regionale Airasca-Saluzzo.

La passione per la bici e la volontà di investire sul cicloturismo hanno regalato una nuova “veste” anche ai dismessi tracciati ferroviari Spoleto-Norcia, in Umbria, e Roma-Frosinone, nel Lazio.

Fra gli altri progetti in via di definizione e finanziamento, attualmente, c’è anche quello della ciclopedonale fra Grandate e Malnate, iniziata a costruire sulla linea Como-Varese, dismessa da quasi sessant’anni.

C’ERA UNA VOLTA LA “TRAVERSATA”: DOVE NASCE LA CICLOPEDONALE GRANDATE-MALNATE

Detta anche la “Traversata“, la Como-Varese è stata una linea ferroviaria di collegamento fra i due capoluoghi,  in concessione alle Ferrovie Nord Milano e attiva fra il 1885 e il 1966; il 31 luglio di quell’anno fu chiusa al traffico passeggeri a causa dello scarso traffico e della lontananza fra le stazioni e i paesi.

Nel progetto presentato in estate dallo studio di ingegneria Broggi Marelli, lo snodarsi del percorso ciclopedonale di 15 km coincide in gran parte con il sedime ferroviario dismesso. 

L’importo totale dei lavori sarà di 5milioni e 225mila euro; Regione Lombardia ha già stanziato un primo contributo pari a 500mila euro, ma la speranza è intercettare ulteriori fondi regionali ed europei.

“ANATOMIA” DI UNA CICLOPEDONALE: I TRATTI GIA’ REALIZZATI E QUELLI DA RIQUALIFICARE

Ma come si presenta oggi la futura ciclopedonale Grandate-Malnate? I tratti già pronti o in fase di completamento sono quelli ricadenti nel territorio comunale di Villa Guardia, esclusa una breve porzione di tracciato nei pressi del confine con il Comune di Lurate Caccivio, in prossimità del corso d’acqua denominato “Roggia Fossato”. 

È stato già riqualificato e trasformato in pista ciclopedonale un breve segmento del sedime in Comune di Lurate Caccivio, ovvero il collegamento tra via Varesina e strada Variola e un breve tratto in via XX Settembre), e altre nei comuni di Montano Lucino e Grandate lungo le vie Adda e Valtellina.

In totale i 15,6 km della ciclopedonale sono così suddivisi: 420 metri a Grandate/Como, 940m a Montalto Lucino, 3,2 km a Villa Guardia, 2,47 km a Lurate Caccivio, 4,78 km a Olgiate Comasco, 600 metri ad Albiolo, 2,3 km a Solbiate con Cagno, 870 metri a Binago/Malnate.

IL SENSO DELLA MOBILITÀ LENTA: LA COMUNITÀ CHE SI RIAPPROPRIA DEGLI SPAZI

Valerio Perroni, sindaco del comune capofila di Villa Guardia, ha definito il progetto di mobilità sostenibile un esempio virtuoso di collaborazione tra Comuni, Provincia e Regione per realizzare un’opera voluta da cittadini e associazioni del territorio.

La soddisfazione è corroborata dalla percezione che il tema della mobilità “lenta” non rappresenta una semplice esigenza di spostarsi fra due punti in bici o a piedi, ma ha un senso più profondo se i cittadini si riappropriano degli spazi facendoli vivere, come sta già accadendo a Villa Guardia.

Qual è stato l’effetto dell’apertura di piste ciclabili nella vostra realtà? Raccontatecelo nei commenti!

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