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La “ciclabile” Paliano-Fiuggi sulla vecchia ferrovia tra Roma e Frosinone 

1 settimana fa •  2 minuti di lettura
L'itinerario misura 23,5 km e ammicca sia a quanti non hanno paura delle pendenze sfavorevoli, sia ai cicloturisti “allergici” all'eccessiva antropizzazione dei tracciati

Le vecchie ferrovie hanno sempre avuto un fascino particolare. Per i cicloturisti ancor di più, da quando gli ex sedimi dismessi hanno iniziato a ospitare itinerari ciclabili.

Su DINAclub abbiamo avuto modo di raccontarvi i casi della Via delle Risorgive, sull’ex linea ferroviaria Airasca-Saluzzo in Piemonte, ma anche la Pista ciclabile del Ponente Ligure, abbraccio di mare e fiori fra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti.

Anche nel centro Italia le ferrovie in disuso si trasformano in nuovi itinerari esclusivi per cicloturisti. Un esempio è la vecchia Roma-Fiuggi-Frosinone, inclusa nelle reti Bicitalia ed Eurovelo (n. 3, Ciclovia dei Pellegrini). Scopriamola assieme.

UN ITINERARIO DI MEDIA DIFFICOLTÀ CONSIGLIATO PER BICI DA TREKKING E MTB

La Fiuggi-Paliano è una pista ciclabile di 23,5 km di media difficoltà, che si sviluppa in sede protetta e su fondo stradale prevalentemente in asfalto. Per affrontarla, tuttavia, sono consigliate biciclette da trekking e MTB.

Si parte dalla cittadina del Lazio famosa in tutta Europa per il suo centro termale, dove la Fonte Bonifacio VIII – progettata da Luigi Moretti negli anni Settanta – conserva l’appariscente ingresso in stile Liberty. Di rilievo, sul tracciato, anche la località di Piglio, sede d’arrivo di una gara di coppa del mondo di ski roll, e la romana Via Prenestina.

Piccole e utili avvertenze da tenere in considerazione: la segnaletica dedicata è di là da venire e il dislivello (oltre 500 metri in salita) non è trascurabile, soprattutto nelle salite a Fiuggi e Acuto.

NESSUN CENTRO ABITATO SUL PERCORSO, MA SERVONO GAMBE ALLENATE E VOLONTÀ

Fra i punti di forza della Paliano-Fiuggi, ritenuta una delle più belle ciclabili del Lazio, c’è un tracciato che non passa da alcun centro abitato. D’altro canto, è opportuno rifornirsi bene d’acqua alla partenza, considerato che la fontanella successiva è ad Acuto.

Partendo da Paliano, il primo chilometro affianca la Prenestina. Dopo l’incrocio con la strada che porta a Olevano e Bellegra, la ciclabile si allontana per seguire il suo percorso intorno alla montagna. Quando la strada devia verso Roiate, l’ascesa è quasi finita: chi preferisce il falsopiano alla salita può “festeggiare” all’altezza dell’ex stazione di Serrone, ben restaurata.

L’OPZIONE PER I MENO ALLENATI E LO SPETTACOLARE TRATTO DA PIGLIO IN POI

Segreto di Pulcinella è la presenza di un parcheggio per le auto: chi proprio le pendenze sfavorevoli non le sopporta, può iniziare a pedalare da qui. Si torna (o si inizia: fate voi) a seguire la via Prenestina e, dopo un chilometro e mezzo, si incrocia il bivio con la strada per Piglio, dove sarà opportuno particolare attenzione all’arrivo di autovetture, per via della scarsa visuale sulla ciclabile .

A Piglio inizia il tratto più caratteristico del percorso: per 9 km non si avverte nessuna presenza umana, che non sia quella di un ciclista o un podista. Un autentico angolo di paradiso e pazienza per la leggera salita, che diventa impegnativa nei 3 km che precedono acuto. Il gioco vale la candela.

A Fiuggi mancano sei chilometri, anche se la ciclabile terminerà alla fine di un falso piano adiacente la Prenestina. Da qui, si imbocca la poco trafficata strada provinciale, si dà fondo alle ultime energie e si affronta l’ultimo strappo per la città delle terme, dove si può fra l’altro visitare il Museo sulla vecchia linea ferroviaria.

Se siete habitué dell’argomento, qual è la vostra ciclabile preferita fra quelle nate su un ex linea ferroviaria?

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