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La Via Silente e il mare: da Pollica a Vatolla fra spiagge, scogli e pinete 

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La seconda tappa del lungo itinerario fra Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano si affaccia sul Mar Tirreno, per poi risalire verso la rocca di Castellabate e il borgo che ospitò il filosofo Vico

Spiagge, scogli, lussureggianti pinete. E l’azzurro del Mar Tirreno. Si pedala in uno scenario di selvaggia bellezza, nella seconda tappa della Via Silente, il percorso tracciato e promosso dall’omonima associazione tra il Parco nazionale del Cilento e il Vallo di Diano, nel sud della Campania. 

Si va da Pollica a Vatolla lungo poco più di 49 chilometri, gran parte dei quali accompagnati sulla sinistra da un litorale unico, prima di salire verso il paesino di Castellabate, affrontando le prime interessanti asperità della Via Silente.

DA POLLICA AD AGNONE (18 km): BORGHI DI PESCATORI E IL MUSEO DEL MARE

L’inizio della tappa è tutto in discesa: curva dopo curva, circondati da terrazzamenti coltivati a olivo, dall’abitato di Pollica (347 metri slm) si raggiunge la costa in breve tempo in poco più di 6 km. 

Una volta sulla strada regionale 267, ci ritroviamo alle spalle il borgo marinaro di Pioppi, noto per le spiagge di sassolini ricoperti da filamenti di Poseidonia e sede del MuSea, il museo del mare dove si ammirano attrazioni come il Nautilus, i Pomodori di mare, la Stella rubina e il Riccio di mare. Si raggiunge in pochi minuti.

Tornati in sella, si raggiunge Acciaroli (km 12,5), che da borgo di pescatori è diventato nel tempo località turistica balneare di rilevanza nazionale. Da qui, costeggiando il mare, si raggiunge Agnone. 

DA AGNONE A CASTELLABATE (16 km), PEDALANDO TRA PINI D’ALEPPO E CARRUBI

Il paesaggio non cambia fino a Ogliastro Marina, dove inizia un percorso di 8 km che attraversa lo splendido bosco di pini d’Aleppo, tra le più antiche e meglio conservate pinete dell’intero territorio del Parco Nazionale del Cilento. 

Incorniciato da numerosi esemplari di carrubi, il tracciato passa per la suggestiva Punta Licosa, fronteggiata dalla piccolissima isola omonima dal caratteristico isolato faro e arriva alll’abitato di San Marco di Castellabate, dove si lascia nuovamente la costa per addentrarsi nel Cilento interno. 

Qui c’è da affrontare ora il primo importante dislivello della Via Silente: si sale verso Castellabate, scelto come location per il famoso film “Benvenuti al Sud”. Fra il km 12 e il km 16 di questa mini-frazione si passa da 57m a 257m slm, con pendenze che toccano il 12 per cento.

DA CASTELLABATE A VATOLLA (15,1 km): IN BICI DAL CASTELLO NORMANNO AL MUSEO SU VICO

Sosta meritata, dunque, a Castellabate dove vale la pena visitare il borgo e il suo castello, costruito per volontà di Costabile Gentilcore, quarto abate della Badia di Cava, a partire dall’ottobre 1123.

Salutato Castellabate, si continuano a risalire i rilievi collinari fino al paesino di Perdifumo e poi a Mercato Cilento, a 599 metri slm, per concludere poi la tappa in scioltezza nella frazione di Vatolla. 

Qui, nel turrito Palazzo De Vargas, si trova il museo dedicato al filosofo Gianbattista Vico, che soggiornò a Vatolla per nove anni come istitutore dell’allora proprietario Marchese Rocca e in quel periodo realizzò l’idea fondante della “Scienza Nuova”.

Il mare, le pinete, la storia: qual è il vostro scorcio preferito della seconda tappa della Via Silente?

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