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Tra i Gonzaga e Virgilio: la Via Matildica da Mantova a San Benedetto Po

1 mese fa •  2 minuti di lettura
Il primo tratto del cammino che porta dalla Lombardia alla Toscana misura 23,9 km quasi completamente pianeggianti: si toccano il Palazzo Te dei Gonzaga e un'abbazia ultramillenaria

Nasce come cammino, ma è perfettamente segnato e adatto per chi vuole percorrerlo in bici. Non a caso, la Via Matildica è suggerita a chi deve pedalare dalla Lombardia alla Toscana.

Undici tappe, per 284 chilometri totali che toccano anche parte dell’Emilia Romagna, divise in tre itinerari storici: la Via del Preziozissimo Sangue da Mantova a Reggio Emilia (3 tappe), il Cammino di San Pellegrino fino a San Pellegrino in Alpe (5) e la Via del Volto Santo fino a Lucca (3).

Il primo tratto della Via Matildica parte da Mantova, città patrimonio UNESCO, per inoltrarsi verso sud-est nei paesaggi disegnati dal Po nella pianura padana. Obiettivo: San Benedetto Po e l’abbazia di Polirone, che si raggiungono dopo 23,9 km con 119 metri di dislivello positivo.

PEDALANDO FRA PALAZZO TE, IL VECCHIO FORTE DI PIETOLE E LA “CULLA” DI VIRGILIO

L’itinerario muove da Palazzo Te, villa rinascimentale costruita tra il 1524 e il 1534 su commissione del marchese di Mantova Federico II Gonzaga. Oggi è sede dell’omonimo centro internazionale d’arte e cultura, oltre che del museo civico. 

Si pedala inizialmente sul percorso pedonale, affiancando lo stadio di calcio e poi oltrepassando il passaggio a livello ferroviario, nei pressi dei cartelli di inizio e fine del Comune di Mantova. 

Qui si svolta a sinistra in viale Learco Guerra e via dritti, sfiorando lo stadio del rugby. La strada diventa sterrata fino alla sbarra che segna il confine dell’area del vecchio forte di Pietole. Qui si imbocca a sinistra il breve tratto di sentiero che scende sulle rive del Mincio e che aggira il forte, fino a ritrovare la sterrata che porta a Pietole Vecchia, luogo natale di Virgilio.

IL PERCORSO CICLOPEDONALE DI SAN BIAGIO E BAGNOLO SAN VITO

A Pietole Vecchia, la romana Andes, si salutano le rive del Mincio svoltando a destra e proseguendo dritto, costeggiando a sinistra il piccolo parco pubblico dove è presente una fontana e si pedala per via Argine Fossetta.

Si continua sulla stradina di campagna, ben presto vestita da percorso ciclopedonale lungo il canale che costeggia prima San Biagio e poi Bagnolo San Vito. Alla fine di Bagnolo si attraversa il canale su una passerella pedonale di legno e si gira a destra raggiungendo la piccola via Levatella, che si percorre per circa un chilometro fino all’incrocio con via Canova. 

Qui svoltiamo a destra fino a raggiungere la provinciale, attraversandola con cautela e portandoci sull’argine del Po proseguendo verso il ponte di San Benedetto, interessato nella prima parte del 2022 da lavori di ristrutturazione. Consigliata la massima attenzione nel chilometro che lo precede.

IN BICI VERSO L’ABBAZIA DI SAN BENEDETTO IN POLIRONE

Chi vuole evitare il cantiere, può prendere un bus extraurbano a San Biagio o Bagnolo San Vito, fino alla meta. Per tutti gli altri, attraversato il ponte, svolta a destra per raggiungere la strada d’argine che si imbocca salendo a sinistra in direzione di San Benedetto, che si raggiunge dopo un palmo di chilometri.

Lo “wow” Point, qui, è l’Abbazia di San Benedetto in Polirone, fondata poco dopo l’anno Mille dal conte Tedaldo di Canossa. In seguito è stata ristrutturata nel Cinquecento da Giulio Romano, circondato da artisti artisti come il Correggio, il Veronese, Girolamo Bonsignori e Antonio Begarelli. Oltre alla basilica, oggi sono rimasti tre chiostri, il refettorio grande (con il museo) e l’infermeria nuova. La basilica ospita un organo settecentesco, più volte aggiornato e funzionante.

Devozione e bicicletta, qual è stata la più “spirituale” delle vostre innumerevoli pedalate?

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