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Sulle strade dei campionissimi trentini: il Giro della Val di Cembra e Pinè

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Il tracciato di 89,6 km nel Trentino nord-orientale è dedicato a ciclisti con un buon fondo e porta alla scoperta di paesaggi mozzafiato e salite divertenti nei luoghi dei Moser e di “Gibo” Simoni

Lo spettacolo del paesaggio della Val di Cembra disegnato dai vigneti, l’emozione di pedalare sulle strade dei grandi campioni, dalla famiglia Moser a Gilberto Simoni: ad accomunare tutto questo è il Giro della Val di Cembra e Pinè, tour conosciuto e “gettonato” fra i ciclisti trentini.

Ideale per scoprire la zona centro-orientale del Trentino, questo itinerario firmato Visit Trentino parte e arriva a Trento, attraversando le colline sopra la piana Rotaliana, la Val di Cembra, l’altopiano di Pinè e l’alta Valsugana: un carosello di paesaggi differenti da una vallata all’altra.

IL CHILOMETRAGGIO, IL DISLIVELLO E LA “SALITA DEI CAMPIONISSIMI”

Per affrontare questo panoramico serve, in primis, avere un buon fondo e qualche uscita lunga alle spalle, considerato che si pedala per 86,9 km e si affronta un dislivello di 1650 metri.

Le salite da affrontare, quattro in tutto, sono comunque abbordabili anche senza essere Merckx. Non sono lunghissimi e presentano quote altimetriche non particolarmente alte, rimanendo sempre al di sotto dei 1200 metri slm. Anche per questo il tour è praticabile da inizio primavera al tardo autunno. 

La salita da mito di questo tour è la “salita dei Campionissimi” che vuole richiamare le gesta dei campioni della famiglia Moser e di Gilberto Simoni, tutti di Palù di Giovo, che si trova in cima a questa salita; tra le 4 ascese merita sicuramente di essere menzionata anche quella di Sover con una pendenza media del 9 per cento.

I VIGNETI DI NOSIOLA E CHARDONNAY, LAVIS E SAN MICHELE ALL’ADIGE

Lasciato il centro storico di Trento, si pedala sulla ciclabile che corre lungo l’argine del fiume Adige fino ad incontrare la foce del fiume Avisio, per poi raggiungere Lavis (km 10,8); attraversato il centro del paese ci si dirige sulle colline a nord, dove si coltivano le vigne di Nosiola e Chardonnay.  

Qui si gode di una vista mozzafiato sulla piana Rotaliana pedalando tra caratteristiche case rurali, chiamate “masi”. Dopo circa 4 km si arriva al bivio dove il cartello riporta l’indicazione per la località Sorni, una frazione più in basso. 

Da qui inizia una discesa con diversi tornanti che riportano giù a valle fino all’incrocio con la SS12. Prestando attenzione al traffico se ne percorre meno di 1 km per poi reinserirsi in una strada comunale che porta verso il centro di San Michele all’Adige (km 20,5). 

LA SALITA DEI CAMPIONISSIMI, LE PIRAMIDI DI TERRA, L’ASCESA PER BRUSAGO

Questo è il punto di partenza della prima vera salita di giornata: la “salita dei Campionissimi”, che ha una lunghezza di circa 6,5 km e un dislivello di circa 450 m che la rende piuttosto impegnativa. 

Arrivati in cima, dopo aver seguito i cartelli per Cembra, a Ville di Giovo (km 28,7)si scende verso Verla, Cembra e Faver, dove parte la discesa verso il fondo della Val di Cembra attraversando il fiume Avisio sul Ponte dell’Amicizia e qui la strada riprende subito a salire sull’altro versante della valle per riportarsi nella zona di Segonzano (km 43), centro noto per le sue “piramidi di terra”, frutto dell’opera combinata di azioni di erosione delle acque correnti sul terreno delle montagne circostanti.

A Sover (km 52,3) inizia la terza asperità, quella che ci porta verso l’altopiano di Pinè; la prima parte è piuttosto impegnativa (9% media) anche se non molto lunga (3 km), la strada poi continua in falsopiano fino a Brusago (km 58,2), il primo paese che si incontra dell’Altopiano di Pinè, dove inizia una lunga discesa. 

LA BREVE “SALITA DEI FORTI” E IL RITORNO A VALLE VERSO TRENTO

Inizialmente la discesa ha una pendenza molto bassa e affiancai laghi delle Piazze e di Serraia fino a Baselga di Pinè (km 67); da qui si segue la strada che va verso Trento e la pendenza aumenta.

Dopo il secondo tornante si svolta a destra e si imbocca la Strada Provinciale 104 delle Quadrate che ci porta verso Civezzano (km 79,3) dopo aver attraversato la frazione di Torchio, per poi fronteggiare l’ultimo scoglio di giornata; la breve “salita dei Forti” che passa letteralmente in mezzo a una vecchia fortificazione di epoca austroungarica prima di raggiungere la cima poco più sopra. 

Da qui inizia la volata verso valle, che ci fa attraversare gli abitati di Cognola e San Donà, per poi arrivare al punto di partenza nel centro di Trento.

Paesaggi mozzafiato e “scia” di grandi campioni: su quali itinerari avete ritrovato questo mix perfetto? Raccontatecelo nei commenti!

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