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Da Ginosa a Grottaglie, pedalata con vista sui canyon più belli d’Europa

3 minuti di lettura
Il percorso n. 8 “Nel cuore della storia” della Regione Puglia è uno spettacolare arco di 90 km che tocca Laterza, Castellaneta, Mottola e Crispiano, fra impegnativi saliscendi e produzioni d'eccellenza

C’è la Ciclovia Adriatica, che entra in Puglia a Lesina e prosegue fino a Santa Maria di Leuca, toccando oltre venti località di gran fascino dal Gargano al Salento.

Poi c’è la Ciclovia del Borboni, un viaggio nell’Italia pre-unitaria da Bari a Napoli, passando dall’imperioso maniero federiciano di Castel del Monte.

Ma c’è anche una Puglia più nascosta, fra gli itinerari promossi dall’Agenzia regionale del turismo.

Tra gli altri, il numero 8 esplora un’area meno conosciuta della Puglia ma ricca di storia, paesaggi spettacolari ed enogastronomia di qualità. “Nel cuore della storia” è il percorso che collega Ginosa a Grottaglie, nel Parco regionale Terra delle Gravine, in provincia di Taranto.

Di media difficoltà, con alcune asperità interessanti fra Castellaneta e Mottola, l’itinerario tarantino misura 90 km e registra un dislivello di 1.070 metri.

È consigliato a viaggiatori con una buona preparazione atletica e si può affrontare anche parzialmente, arrivando o ripartendo in treno (con servizio trasporto bici) dai centri di Castellaneta e Crispiano, oltre che da Ginosa e Grottaglie, punti di partenza e arrivo della tratta.

IL PERCORSO CICLISTICO: TRE SALITE IMPEGNATIVE NELLA PARTE CENTRALE

Centri storici, attrazioni naturali, buon cibo e il piacere di pedalare sono dunque i fil rouge di questo itinerario, che grazie ai collegamenti ferroviari possiamo scegliere di affrontare in tutto o in parte.

I primi due terzi del tracciato sono quelli più impegnativi. Per i primi 30 km la strada sale sempre, anche se in maniera leggera dopo lo strappo iniziale dopo Ginosa.

Due brevi ma impegnative salite anche all’altezza di Castellaneta e fra Castellaneta e Mottola: in entrambi i casi si torna oltre i 200 metri sul livello del mare.

L’asperità più sfidante, però, è quella che porta verso le bianche abitazioni mottolesi e non a caso, nomen omen, nell’origine del toponimo (“motta”, altura) è già indicata una caratteristica dei luoghi. Da Mottola inizia la lenta e lunga planata verso Crispiano e poi verso Grottaglie.

DALL’ALTOPIANO DELLE MURGE ALL’ARCO JONICO TARANTINO, 90 KM FRA LE GRAVINE

Il contesto di questa pedalata è di quelli eccezionali: il Parco delle Gravine è una delle più importanti aree naturalistiche d’Europa.

Disposte in direzione nord-sud, le gravine sono i caratteristici canyon carsici di Puglia, che digradano dall’altopiano delle Murge fino alla piana costiera del Tarantino.

Quella di Ginosa si estende per 10 km intorno alla città, a ferro di cavallo. Tra le più grandi e famose d’Europa, la gravina di Laterza (12 km di lunghezza, fino a 200 di profondità) ospita un’oasi LIPU e più di trenta architetture in pietra costruite dai monaci basiliani.

Tra Castellaneta e Palagianello, la spettacolare ciclabile si fa strada su un antico ponte ferroviario su un profondo solco: un contesto che ci lascia a bocca aperta. Anche quando volgiamo lo sguardo, dopo Crispiano, per goderci la magnifica vista che dal Golfo di Taranto spazia verso la Basilicata e la Calabria.

PANE E UVA, MAIOLICHE E CERAMICHE: I TESORI DELLA TAVOLA E DELL’ARTIGIANATO

Chi passa da Laterza, non perde l’occasione per acquistare il famoso pane o per gustare la carne cotta in fornello.

Nei territori di Ginosa e Castellaneta si producono anche le Clementine del Golfo di Taranto IGP, gustoso incrocio tra il mandarino e l’arancia, così come le olive che danno vita all’Olio Terre Tarentine, l’uva da tavola e le mandorle. 

Grottaglie è nota per i suoi ulivi, per i suoi melograni e per le sue viti, tanto da essere inserita dell’areale del marchio IGP “Uva di Puglia”.

È inoltre chiamata la “Città delle ceramiche”, vista la fiorente tradizione artigianale e artistica, sviluppata nel quartiere dedicato.

A Laterza è tornata invece in auge la produzione di maiolica, che ha le sue origini nel III millennio avanti Cristo.

Avete già programmato una pedalata nella Terra delle Gravine? Quale altra parte della Puglia consigliereste agli appassionati di cicloturismo? Parliamone nei commenti!

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