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Museo della bicicletta, a Pesaro la storia del Giro d’Italia in 40 bici

2 minuti di lettura
A Palazzo Gradari un'esposizione ciclistica che ripercorre le vicende della Corsa Rosa e dal nostro Paese dagli Trenta

L’attenzione verso la bicicletta, i ciclisti, la mobilità sostenibile a 360 gradi, Pesaro l’aveva già espressa qualche anno fa, con il progetto della Bicipolitana (ne parliamo qui). Questa iniziativa infatti ha dotato la città marchigiana di 11 percorsi ciclabili per 80 km totali, fra entroterra e mare.

A confermare questa passione e questa sensibilità, oggi, è il Museo della Bicicletta, inaugurato a luglio e figlio dell’attenzione del Comune di Pesaro a tutte le declinazioni delle due ruote, da quella sportiva a quella ecologica, passando per quella sociale e culturale.

Realizzato in collaborazione con la Regione Marche, il Museo della Bicicletta ha l’obiettivo di raccontare la gloriosa storia del mezzo di trasporto sostenibile per eccellenza, attraverso un percorso emozionante e piacevole per un pubblico di tutte le età.

NOVANT’ANNI DI CORSA ROSA RACCONTATI DA UNA SUGGESTIVA ESPOSIZIONE CICLISTICA

In attesa di trasferirsi a Palazzo Baldassini, già sede del tribunale, dove il Museo della Bicicletta avrà a disposizione spazi più ampi grazie a finanziamenti ministeriali, l’esposizione temporanea è attualmente ospitata nei sotterranei di Palazzo Gradari.

A fare bella mostra di sé e a raccontare storie antiche e nuove di grande ciclismo è la raccolta di biciclette d’epoca parte del patrimonio comunale, allestita con la cura scientifica di Dario Corsi. 

Il fil rouge che guida il percorso espositivo è il Giro d’Italia o cosiddetto ‘Giro Rosa’, la celeberrima corsa di ciclismo che si svolge ogni anno sulle strade italiane regalando a tutti gli appassionati emozioni uniche. 

DA  GIRARDENGO ALLA BICI DEL RECORD DELL’ORA DI FRANCESCO MOSER

Il Museo della bicicletta si è presentato con la collezione di 40 biciclette legate alla corsa rosa, in un excursus cronologico che va dal 1930 ad oggi. Si parte dai pezzi storici in ferro e acciaio risalenti a inizio Novecento, l’epoca dei pionieri del ciclismo (fra cui il grande Costante Girardengo), quando la bicicletta era sia mezzo di grandi imprese sia collante sociale. 

Ci sono ancora poi esemplari degli anni Cinquanta, coevi di Fausto Coppi (cui sono dedicati un busto e una carrellata di immagini all’ingresso) e Gino Bartali, e degli anni Settanta quando a dominare la scena erano il “Cannibale” Eddy Merckx ma anche i nostri Baldini, Adorni, Motta, Gimondi e il pesarese Enrico Paolini, tre volte campione d’Italia.

Pezzo di assoluto valore esposto al museo è la bicicletta originale del record dell’ora del 1988 di Francesco Moser, appartenente alla collezione Italian Legend Bicycles

LE GRANDI DONNE DEL CICLISMO E LE BICICLETTE DEL FUTURO

A impreziosire l’esposizione è una sezione dedicata alle grandi donne del ciclismo, fra cui la “nostra” Fabiana Luperini vincitrice di tre Giri d’Italia e di tre Tour de France femminili, e le moderne bici dotate di tecnologie all’avanguardia e proiettate verso il futuro.

Il Museo della Bicicletta si trova a Palazzo Gradari, in via Rossini 26 a Pesaro. È aperto di sabato e domenica fra le 10 e le 13 e fra le 16.30 e le 19.30, ma si può visitare su prenotazione anche negli altri giorni della settimana. L’ingresso è gratuito. Email: info@centroartivisivepescheria.it. Tel. 0721 387651.

Qual è il museo della bicicletta che vi ha emozionato di più e perché? Raccontateci le vostre esperienze!

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