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Più pedali, meno rotaie: così la Bicipolitana ha trasformato Pesaro

2 mesi fa •  3 minuti di lettura
La città marchigiana si è dotata di una serie di percorsi ciclabili che hanno consentito di muoversi con meno stress e meno spese, ma anche di recuperare zone della città

Tutto nasce da una bicicletta. La riscoperta del centro storico. La valorizzazione del lungomare. Il recupero di luoghi degradati.

Succede a Pesaro grazie alla Bicipolitana, la metropolitana in superficie che ha percorsi ciclabili al posto delle rotaie e biciclette invece delle carrozze.

Un progetto “work in progress”, ispirato alle reti di collegamento delle grandi città, ma in chiave sostenibile, che ha già ottenuto importanti dal punto di vista urbanistico e sociale.

UNA RETE DI PISTE CICLABILI CON COLORAZIONE E SEGNALETICA MIRATE

Più che una ciclabile, una rete di ciclabili strutturata come la più classica delle metropolitane.

La Bicipolitana è strutturata in linee di colori differenti – dal giallo al rosso, dal verde all’arancione – che collegano diverse aree della città, permettendo di spostarsi in maniera rapida abbattendo spese, inquinamento e stress.

Alcune linee della metropolitana sono già percorribili da tempo, altre sono in corso di realizzazione, alcune richiederanno tempistiche più lunghe.

Chi si sposta in bici, può già utilizzare fra le altre la linea azzurra che collega il porto a Fosso Sejore e la linea verde che permette di collegare Baia Flaminia a Borgo Santa Maria lungo il fiume Foglia. Ogni linea ha colorazione e segnaletica ad hoc.

LA STRATEGIA DELLA BICIPOLITANA DI PESARO: BICI REGINA DELLA CITTÀ

L’idea della Bicipolitana è maturata nei primi anni Duemila, mentre il progetto è stato approvato nel 2005.

Obiettivo: una città tutta percorribile in bici, con una rete ciclabile di 180 km, fino alle pendici dell’area collinare dove i ciclisti più allenati cercano strade a bassa percorrenza e con dislivelli impegnativi, per dare sfogo alla propria passione.

Prima di essere una rete di piste ciclabili, la Bicipolitana è una strategia che mette bicicletta al centro del villaggio, in questo caso di una città che la vede assoluta protagonista. 

Oltre ai percorsi promossi con un’efficace campagna di comunicazione, a Pesaro sono state realizzate Zone 30, quartieri con limite di velocità di 30 Km/h.

DAL CENTRO STORICO ALLE AREE INDUSTRIALI, LE PISTE CICLABILI DANNO VITA AI LUOGHI

Attualmente sono sei le linee completate: le numero 1 (di colore rosso), 2 (azzurro), 3 (verde), 5 (blu), 8 (viola) e 9 (rosa).

Sei percorsi che, collegando in maniera sostenibile aree diverse della città, hanno dato vita a luoghi di Pesaro in passato del tutto sconosciuti oppure degradati o abbandonati.

Connessioni sociali, oltre a collegamenti spaziali. Come la linea rossa che costeggia la vecchia cinta muraria del centro storico o l’azzurra che ha valorizzato il lungomare e trasformato le aree retrostanti degli stabilimenti balneari nel nuovo fronte di accesso al mare.

La linea 3, invece, è un percorso lungo il fiume Foglia che ha dato una nuova percezione delle colline circostanti contribuendo al recupero delle zone retrostanti le aree industriali.

NON SOLO BICIPOLITANA: BIKE SHARING, PUNTI DI SERVIZIO E BICI “AMICA”

A Pesaro, la città della Bicipolitana, è attivo il servizio di bike sharing a flusso libero, che permette di utilizzare le biciclette prendendole e lasciandole dove uno desidera (purché parcheggiate correttamente) tramite app dello smartphone.

A Pesaro sono inoltre presenti due punti di servizio – postazione blu in zona mare, gialla in zona centro – dove gonfiare le gomme della propria bici o ricaricare gratuitamente le e-bike (registrandosi) e i dispositivi mobili.

BiciAmica è invece una bicicletta da trasporto per sedie a rotelle, finanziata da Regione Marche e progettata per consentire di rimanere seduti sulla propria sedia a rotelle pur sfruttando i vantaggi della bicicletta.

Il passeggero non deve essere trasferito tra la sedia a rotelle e la bici, ma può salire facilmente sull’apposita pedana.

Conoscevate già le Bicipolitana di Pesaro e i suoi percorsi già attivi? Quali sono le “buone pratiche” messe in atto nella vostra città?

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