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Mosaici e transumanza: la Magna Via Francigena fra Palermo e Corleone

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Le prime due “tappe” dell'itinerario di 187 km, che collega il capoluogo di regione ad Agrigento, portano alla scoperta del duomo di Monreale, delle “trazzere” e di antichi borghi nel verde

Per i Romani fu la strada d’ingresso a Panormus, per i bizantini la “via reale” di controllo della thema di Sicilia, per arabi e normanni la “via degli eserciti”: oggi la Magna Via Francigena si percorre per diletto e gusto della scoperta, in bicicletta o a piedi, lungo 187 km da affrontare lentamente e godendosi ogni pedalata.

Parte dell’interessante rete ciclabile regionale, la Magna Via Francigena è una grande arteria di comunicazione che collega Palermo e Agrigento, incrociando la via di transumanza verso le Madonie nel territorio di Corleone e Castronovo di Sicilia. 

Itinerario impegnativo, per la natura stessa del territorio dell’isola, la Magna Via Francigena coinvolge 20 Comuni e 43 siti d’interesse; ha un dislivello positivo di 5911 metri e negativo di 5618 metri e raggiunge un’altitudine massima di 1013 metri.

ARTE DORATA E FONTANE: DA PALERMO A S. CRISTINA GELA (25,3 km, DISLIVELLO+ 1078m)

Si parte da Palermo, città dalle mille sfaccettature che vale la pena scoprire, in un itinerario cittadino che tocca le principali attrazioni: dal Palazzo dei Normanni fino alla Zisa, dalla chiesa della Magione passando per i Quattro Canti e la chiesa della Martorana e di san Cataldo.

Destinazione della prima tappa è S. Cristina Gela: ci sono da percorrere 25,3 km con un dislivello positivo di 1.078 km e uno negativo di 441. Usciti dal capoluogo, si punta subito a Monreale, con il suo duomo dai mosaici dorati e dalle preziose architetture, parte nel sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO dal 2015.

Da qui ci si dirige verso la valle dell’Oreto per giungere alla riserva di caccia dei reali normanni, il Parco, Altofonte con le sue fontane, protetta dal suo parco verde che fa da chiusa alla Conca d’oro e alla campagna che avvolge il borgo greco albanese di Santa Cristina Gela, terra di pasticceri sopraffini, contadini, pastori e gente dal cuore grande.

Cotanta bellezza va “sudata”, vi avvisiamo: dal km 5,1 ci sono 2100 metri all’8,2 per cento; dal km 10,5 la strada inizia a salire e lo farà per oltre 8 km, con pendenze superiori al 15,7 per cento fra il km 14,6 e il km 15,9.

TRAZZERE, RUDERI E CHIESE: DA S. CRISTINA GELA A CORLEONE (26,4 km, DISLIVELLO+ 693m)

La seconda tappa della via parte da Santa Cristina Gela e attraversa i campi lungo la trazzera storica verso la portella Sant’Agata dove si affronta la salita lungo la “scala”, il passaggio a gradini di roccia. Si incrocia poi il tracciato dell’Itinerarium Rosaliae per poche centinaia di metri e si punta sull’antica masseria Sant’Agata. 

Il tracciato segue la trazzera della transumanza tra i campi, larga e spaziosa, che permette di godersi la campagna siciliana, ricca di ruderi, pale eoliche e campi solari, fino al Santuario di Tagliavia, luogo dove fermarsi e riposare. Un ultimo tratto di campi fino al guado del fiume Belìce e poi l’arrivo in salita a Corleone dalla trazzera più ardua del cammino.

Questo secondo tratto della Magna Via Francigena misura 26,4 km e ha un dislivello positivo di 693 metri e negativo di 818. Si arriva a toccare 889 metri, ad appena 4 km dalla partenza, poi ci aspettano altre due salite di 1 km e 1,5 km nella parte finale.

Salite impegnative, arte dorata, echi della transumanza: quanto vi attira la Magna Via Francigena siciliana?

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