La proposta della ciclovia Liris Bike nasce da un lavoro concreto, già tracciato sul territorio che abbraccia Abruzzo e (soprattutto) Lazio, ma ancora in attesa di un riconoscimento istituzionale. A raccontarla è Domenico Bartolomucci, presidente della Ciclistica Isola del Liri Leone Team, che da anni affianca all’attività sportiva una visione più ampia legata al cicloturismo e alla valorizzazione territoriale. «Abbiamo elaborato all’interno del progetto Liris una proposta di ciclovia – spiega – che segue sempre il corso del fiume Liri e valorizza tutta la valle».
Non si tratta di un’idea astratta, ma di un percorso già esistente, testato e documentato. «E’ una nostra progettazione concreta, vera, esistente: esistono le tracce GPS tutte testate da noi e perfettamente allineate al territorio», sottolinea Bartolomucci. La definizione di “proposta”, tuttavia, deriva da un passaggio ancora mancante: «Per diventare una vera ciclovia manca il riconoscimento ufficiale della Regione Lazio all’interno del Piano regionale della mobilità sostenibile».
Il tracciato si sviluppa lungo circa 150 chilometri, dalla sorgente fino al mare, seguendo fedelmente il corso del fiume. La partenza è fissata a quota 950 metri, nei pressi di Petrella Liri, nel comune di Cappadocia, per poi attraversare l’intera Valle del Liri. «L’itinerario percorre l’alta, la media e la bassa valle, passando per Sora e Isola del Liri, fino al Cassinate e poi lungo il Garigliano fino alla foce», racconta. Un percorso che, nella visione del progetto, recupera anche il nome antico del fiume: «Noi utilizziamo la denominazione Liris, che era il nome latino dell’intero corso d’acqua».
Dal punto di vista pratico, la ciclovia è già percorribile e presenta caratteristiche accessibili a un’ampia platea di ciclisti. «E’ asfaltata al 100%, ma per il 98% si sviluppa su strade secondarie a bassa intensità di traffico», evidenzia Bartolomucci. Un elemento che la rende particolarmente adatta al cicloturismo, anche grazie alla buona intermodalità: «E’ molto ben servita dai collegamenti ferroviari, per cui uno può salire e scendere praticamente da qualsiasi stazione lungo il percorso».
La Liris Bike non è però solo mobilità sostenibile: è anche un viaggio nella storia, nella cultura e nel paesaggio. «Non la immaginiamo solo come infrastruttura, ma come un percorso che collega punti di interesse», precisa Bartolomucci. Tra questi spiccano i Cunicoli di Claudio a Capistrello, testimonianza dell’ingegneria romana, le celebri cascate di Isola del Liri, il centro storico di Sora e gli esempi di archeologia industriale legati alle antiche cartiere.
Scendendo verso sud, il percorso attraversa il territorio agricolo del Cassinate, dove si incontra anche il museo del tabacco di Pontecorvo, fino ad arrivare all’area archeologica di Minturno, punto finale naturale della ciclovia. «Terminare il percorso a Minturno, tra teatro romano e ponte borbonico, è un’esperienza di grande valore», sottolinea.
Non mancano inoltre varianti tematiche, come quella che passa per Arpino, legata alle figure di Cicerone e Caio Mario, o quella della Valcomino, immersa nei paesaggi del Parco Nazionale d’Abruzzo.
In attesa del riconoscimento ufficiale, la Liris Bike si presenta dunque come un’infrastruttura già pronta, capace di unire sport, turismo e identità territoriale. Un progetto che guarda al futuro, ma con radici profonde nella storia e nel paesaggio della Valle del Liri.
Photo courtesy of Isola Liri BIKE Festival


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