Ci sono innovazioni che, pur avendo il potenziale per cambiare un intero mercato, non arrivano mai al grande pubblico. È il caso della Focus JAM2 NEXT, una e-mtb che avrebbe potuto segnare un punto di svolta nel modo di concepire le biciclette a pedalata assistita.
Progettata e sviluppata dalla casa tedesca Focus, la JAM2 NEXT era pronta per il lancio commerciale e destinata alla grande distribuzione. Eppure, non è mai arrivata nei negozi. Un progetto completo, testato e validato, finito improvvisamente nel dimenticatoio.
L’idea alla base era tanto semplice quanto rivoluzionaria: realizzare una e-mtb con telaio in carbonio termoplastico completamente riciclabile, industrializzabile e competitivo dal punto di vista dei costi. Un approccio che avrebbe avuto un impatto significativo sull’intera filiera produttiva.
Focus aveva investito in modo deciso sul progetto, convinta anche dei benefici economici che ne sarebbero derivati. I prototipi erano stati costruiti, collaudati e approvati. Tutto era pronto per il debutto sul mercato. Poi, lo stop improvviso.
La causa è stata il fallimento di Rein4ced, azienda belga partner fondamentale nella produzione dei telai. Un evento che ha reso impossibile proseguire il progetto. Il motivo è semplice: solo Rein4ced disponeva della tecnologia necessaria per produrre quel particolare carbonio termoplastico, attraverso un processo brevettato e non replicabile senza investimenti enormi.
Chi ha avuto modo di provarla racconta di una bici all’avanguardia anche dal punto di vista tecnico: geometrie moderne, forcella da 160 mm, escursione posteriore da 150 mm con cinematica F.O.L.D., motore Bosch Performance Line CX da 85 Nm e batteria da 600 Wh, espandibile fino a 800. Il montaggio era di alto livello, con componenti Fox, Shimano e DT Swiss.
Il vero elemento distintivo, però, era il telaio. Il triangolo anteriore abbandonava il tradizionale carbonio con resina epossidica per adottare un materiale termoplastico innovativo. I vantaggi erano molteplici: niente colle strutturali, niente materiali difficili da separare, ma un unico composito facilmente rifondibile e riutilizzabile.
Dal punto di vista ambientale, si trattava di una soluzione virtuosa: il telaio poteva essere ridotto in granuli e riutilizzato, eliminando di fatto i problemi di smaltimento. A questo si aggiungeva un altro elemento distintivo: la produzione interamente europea, in controtendenza rispetto alla delocalizzazione diffusa nel settore.
Anche i tempi produttivi rappresentavano un salto in avanti. Il telaio veniva realizzato partendo da un unico foglio di carbonio termoplastico, tagliato e modellato nella forma finale. Le due metà venivano poi fuse a caldo senza l’aggiunta di altri materiali. Un processo che richiedeva poche ore, contro l’intera giornata necessaria per un telaio tradizionale.
Il prezzo previsto per i primi modelli era di 8.999 euro: elevato, ma comunque competitivo rispetto ad altre e-mtb di fascia alta. Ne sono stati prodotti circa 200 esemplari, oggi diventati pezzi rari e ambiti dai collezionisti.
La Focus JAM2 NEXT resta così uno dei più interessanti “what if” del mondo e-bike: una rivoluzione mancata che, per una serie di circostanze sfortunate, non ha mai avuto la possibilità di esprimere il proprio potenziale sul mercato.


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