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L’e-bike come nuova frontiera. L’esperienza della Cicli Lombardo.

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È dal 1952 che la Lombardo produce bici. Buseto Palizzolo, piccolo comune nel Trapanese è diventato un riferimento assoluto nel mondo delle due ruote, con la Cicli Lombardo che esporta i suoi prodotti in tutto il mondo ed è diventata una colonna portante nell’economia del territorio. Probabilmente però nessuno avrebbe pensato che la nuova frontiera sviluppatasi nel terzo millennio, ossia il mondo delle bici a pedalata assistita avrebbe avuto un impatto così forte anche nella stessa struttura della Cicli Lombardo.

D’altronde è da sempre nel Dna dell’azienda siciliana pensare alla bici come a un sinonimo di uno stile di vita ecologico, pratico e libero, come sottolineato sul proprio sito. Emilio Lombardo, oggi CEO dell’industria di famiglia, sembra quasi rivivere con emozione l’ascesa delle E-bike parallelamente a quella del proprio marchio.

«Abbiamo iniziato nel 2020 ad avvicinarci a questo mondo producendo i primi modelli e abbiamo voluto farlo con tutte le carte in regola, affiancandoci, noi per primi, a un partner prestigioso come Bosch. Volevamo un prodotto di alto livello e non nascondo che nell’ambiente c’era chi ci prendeva per matti, pensando alle e-bike come a un prodotto di nicchia. Ma noi avevamo intuito le sue potenzialità e sapevamo che solamente con prodotti garantiti, di alta gamma si poteva incidere sul mercato.

«Analizzando il mercato ci eravamo infatti accorti che molti proponevano prodotti di scarso valore che presto smettevano di funzionare e gli acquirenti si disamoravano. Se dai al cliente un prodotto valido, sicuro, duraturo anche spendere qualcosa in più non sarà un problema. Noi abbiamo seguito questa strada che ci ha premiato, diventando una sorta di pionieri del ciclismo urbano e proponendo un nuovo modo di andare in bici».

Il mondo delle e-bike è andato progressivamente espandendosi e lo stesso è avvenuto internamente all’azienda, raggiungendo proporzioni assolutamente inattese: «Ormai abbiamo superato la metà dei quantitativi di prodotti della nostra industria, un risultato ben oltre le aspettative anche se ci abbiamo creduto sempre. Abbiamo lavorato duramente in sede di test, abbiamo tenuto in debita considerazione quanto ci dicevano i nostri oltre 500 rivenditori. Oggi oltre il 60 per cento delle esportazioni riguarda le bici a pedalata assistita».

Il lavoro dell’azienda come detto è nato pensando alle e-bike come modello per il trasporto urbano, ma l’evoluzione di questo tipo di bici ha influito anche sui suoi impieghi. Oggi l’E-bike ha un grande mercato anche nel mondo sportivo con tanti eventi che si affiancano a quelli dedicati alle varie specialità muscolari e addirittura con manifestazioni che nascono appositamente per la nuova frontiera delle due ruote.

La Cicli Lombardo non si è fatta cogliere impreparata: «Il mezzo è nato sì nel mondo del cicloturismo – riprende Emilio Lombardo – ma si sta allargando anche a chi vuole farne un uso sportivo. Non tutti possono allenarsi tutti i giorni, ma non vogliono rinunciare all’ebbrezza agonistica e l’E-bike è perfetta per raggiungere un compromesso. Poi ci sono eventi come il Giro E che stanno dando grande visibilità a questo mercato».

Com’è divisa la produzione dell’azienda trapanese relativa alle E-bike? «Per il 60 per cento produciamo bici urban, il restante è dedicato alle mtb. Gli ultimi modelli, come la Gravel Bosch FX Lagonegro, l’Mtb Etna DC90 e la Mondello Cargo Bike ci stanno aprendo nuovi orizzonti».

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