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La Ciclovia dei Parchi della Calabria fra le Serre e l’Aspromonte

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Da Fabrizia (Vibo Valentia) a Canolo (Reggio Calabria) una pedalata per gambe allenate che porta per due volte oltre 1100 metri e ci fa scoprire sapori unici tra salumi, formaggi, legumi e patate

Tre parchi regionali (Pollino, Sila e Aspromonte), uno regionale (Serre) e 545 chilometri in bicicletta che portano il cicloturista a tagliare da nord a sud una regione sorprendente; premiata due anni fa agli Oscar del Cicloturismo, la Ciclovia dei parchi della Calabria è una continua scoperta di luoghi, interessi e stati d’animo.

Verdi salite e lontani scorci d’azzurro, boschi e frutteti, tradizione casearia e peculiarità della terra si mescolano nella tappa da Fabrizia a Canolo, 39 km di pedalata che porta dalle Serre Calabresi all’Aspromonte, dalla provincia di Vibo Valentia a quella di Reggio Calabria.

DA FABRIZIA A CANOLO, PASSANDO DAL PASSO DELLA CROCE FERRATA E DAL MONTE SEDUTO

La prima tappa della Ciclovia dei Parchi della Calabria ci porta da Fabrizia, unico paese delle Serre calabresi ad avere una vista sul mar Jonio: un centro di tradizioni boscaiole e carbonaie, ricco di frutteti.

Si parte da un’altitudine di 963 metri slm per arrivare dopo 39 km a Canolo, sull’Aspromonte, a quota 915: in mezzo, però, c’è un bel po’ di salita da affrontare per un dislivello positivo totale di 660 metri.

Servono gambe discretamente allenate per affrontarla, a partire dalla salita verso il Passo della Croce Ferrata (1128 m), dove si lascia la SP8 per pedalare sulla SP45. Un tratto in discesa conduce alla Valle Gelata (1016 m) per poi risalire fino a 1137 m sui rilievi del Monte Seduto. 

CANOLO, IL BORGO TRA DUE CANYON SUI DOSSONI DELLA MELIA

Da qui inizia una discesa di circa 12 km che, superato il Piano della Limina e la strada statale Jonio-Tirreno, risale e poi ridiscende fino all’incrocio con la SP35 (840 m). 

Ci immettiamo su questa arteria svoltando a sinistra e proseguiamo in lieve ascesa verso Canolo (946m) che si raggiunge dopo circa 5 chilometri; è un borgo tra due canyon sui Dossoni della Melia, dai quali domina la locride, a soli 2 km dal dal Passo del Mercante, il valico che già in epoca magnogreca metteva in comunicazione le due coste calabresi.

SALUMI, PESCE STOCCO, IL GEOPARCO UNESCO E IL TRAMPOLINO DEGLI UCCELLI MIGRATORI

Quella attraversata è una zona di meraviglie naturali, ma anche di leccornie tipiche, tutto sapientemente consigliato fra le “cose da non perdere“. A tavola spiccano capocolli, soppressate e salumi con peperoncino e finocchietto, ma anche i grandi fagioli locali chiamati “pappaluni”, le prelibate patate d’Aspromonte, il caciocavallo di Ciminà, le ricotte e il Pesce Stocco.

Parte della rete globale Unesco è il GeoParco Aspromonte con le cosiddette “Pietre”, modellate come monumenti naturali dagli agenti atmosferici; fra le più spettacolari ci sono Pietra Cappa (monolite tra i più grandi d’Europa), Pietra Lunga, Pietra Castello, Rocce di San Pietro, Rocca del Drako e Caldaie del latte.

L’Aspromonte è anche un luogo caro agli appassionati di birdwatching, per la presenta di uccelli migratori; rappresenta infatti un trampolino per decine di migliaia di rapaci diurni e cicogne che, dopo aver nidificato in Europa, si dirigono a Sud per andare a svernare in Africa. Per osservare la migrazione, c’è un’altana di 4 metri situata nei piani d’Aspromonte.

Birdwatching, giganti di pietra, delizie della tavola: cosa vi spingerebbe verso questa tappa della Ciclovia dei parchi della Calabria? Raccontatecelo nei commenti!

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