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Il Grand Tour Valle del Savio fra Bagno di Romagna e Quarto

2 minuti di lettura
Il secondo tratto dell’itinerario cicloturistico romagnolo porta ai 1361 metri del valico Monte Fumaiolo, per poi scendere nuovamente a valle fra boschi, laghi e spettacolari falesie

Il Monte Fumaiolo è lì che aspetta, con le sue faggete e le sorgenti del Tevere e del Savio. Per raggiungere la cima, però, bisogna pedalare, lungo quel “Grand Tour Valle del Savio” premiato come miglior itinerario del 2022 nella settima edizione dell’’Italian Green Road Award, l’ Oscar italiano del cicloturismo.

Partendo da Cesena alla scoperta di questo tracciato lungo 172,4 km per un dislivello complessivo di 3.332m, adatto agli sportivi ma anche ai “ciclisti della domenica”, abbiamo già avuto il piacere di raccontarvi il tratto fra Cesena e Bagno di Romagna: una lenta, costante e piacevole ascesa di 57,3 km, da quota 49 e quota 495 metri slm, fra eredità malatestiana, vini, cattedrali e terme.

Oggi andiamo invece alla scoperta del successivo tratto del percorso, 49 km fino a Quarto (Sarsina), con tanto di ascesa fino al 1361 metri slm del Valico Monte Fumaiolo, dopo Verghereto. 

DA BAGNO DI ROMAGNA A VERGHERETO (9,5 km)

Partiamo (o ripartiamo, se avevamo fatto sosta) da Bagno di Romagna, autentico “tempio” del vivere lento, con le sue acque termali, i sapori intensi di grandi chef e piccole locande, la natura del Parco delle Foreste Casentinesi e la sua rete di borghi e sentieri.

I primi 25 km sono tutti in salita, con un dislivello di 866 metri, una pendenza media del 3,5 per cento e punte decisamente più impegnative. Dopo neppure 10 chilometri arriviamo a Verghereto, a quota 802m slm, finestra sulla Toscana e luogo di passaggio sin da secoli remoti. 

Secondo la leggenda, il toponimo deriva dalle “vergate” che i monaci abbiano riservato a San Romualdo, promotore delle (troppo?) rigide regole della riforma Benedettina e costretto a fuggire oltre la cresta appenninica, dove fondò il Sacro Eremo di Camaldoli.

DA VERGHERETO AL VALICO DI MONTE FUMAROLO (15,5 km)

Si rifiata leggermente subito dopo Verghereto, in un tratto di falsopiano in discesa, e poi appena toccati gli 859 metri slm nei pressi di Poggio Vergatoio, in entrambi i casi per circa un chilometro e mezzo.

Nei successivi 10,6 km il dislivello parziale è di 564 metri e la pendenza del 5,3, con la strada che spiana fra il km 18 e il km 20 circa. Il premio, anzi il gran premio della montagna è a quota 1361. E il grosso della piacevole fatica è ormai alle spalle.

DAL MONTE FUMAROLO A QUARTO (24 km)

Pedaliamo in uno scenario bellissimo, che alterna abeti, cerri e castagni a praterie, pascoli montani, insediamenti rurali e spettacolari falesie rocciose come la Ripa della Moia, che tocchiamo dopo circa 4 km di discesa, e le Balze.

Al km 35 si riprende a pedalare in leggera salita per 4 km, poi ricomincia la discesa. Salutiamo il Lago di Acquapartita, caro agli amanti della pesca (km 40,4), ci buttiamo a capofitto nei successivi tremila metri di discesa impegnativa, prima del tratto pianeggiante che porta a Quarto, frazione di quella Sarsina che diede i natali al commediografo latino Plauto.

Le “tentazioni” di Bagno di Romagna, l’ascesa verso il Fumarolo, la discesa fra boschi e falesie: cosa vi ha incuriosito maggiormente di questo tratto del Grand Tour?

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