ico/func/dark/infoCreated with Sketch.

La ciclabile della Valle dell’Adige fra castelli, vini e frutteti del Trentino

3 minuti di lettura
Poco più di 80 chilometri che attraversano la provincia di Trento da Nord a Sud, costeggiando il fiume in un paesaggio che è un'autentica memoria storica e sociale dei luoghi

Terre pregiate coltivate a frutteti e vigneti, borghi operosi e un fiume che ne ha scritto la storia.

È questa la cartolina in movimento offerta dalla ciclabile della Valle dell’Adige, una pedalata nel cuore del Trentino, che collega le province di Bolzano in Alto Adige e Verona in Veneto.

È la pista più lunga della rete ciclabile provinciale, e con i suoi 81,6 km taglia da nord a sud il territorio di riferimento.

Un’antica terra di confine, dove il territorio fotografa la memoria dei luoghi e dove la ciclovia scorre su vecchie strade arginali, fra i fruttuosi campi, protetta dal traffico per la quasi totalità del percorso.

Il dislivello totale, 250 metri in salita e 125 in discesa, rende la Ciclabile della Valle dell’Adige ideale per le famiglie e per chi cerca una scampagnata senza grandi asperità.

DAI CONFINI CON L’ALTO ADIGE AL CUORE DI TRENTO, FRA ANTICHI USI E VINO DOC (28,1 km)

Partendo dai confini con l’Alto Adige, immediatamente a sud di Salorno, la pista alterna strade arginali e improvvise stradine rurali.

Dopo poco meno di tre chilometri ci imbattiamo in un primo bicigrill, in località Cadino; quindi, arriviamo al paese di San Michele all’Adige, scrigno della vita contadina con il prezioso Museo degli usi e costumi della gente trentina.

Qui inizia anche la diramazione della Piana Rotaliana che si inoltra nei centri di Mezzolombardo e Mezzocorona con un percorso ad anello, attraversando le zone vocate alla produzione del Teroldego Rotaliano DOC, prezioso vino autoctono.

Continuando invece a pedalare sulla pista principale, dopo aver superato Lavis (“tetto” della ciclabile a 230 metri slm), giungiamo alla città di Trento.

DA TRENTO A ROVERETO TRA MUSEI, FORTEZZE E ANTICHI PORTI FLUVIALI (26,6 km)

Ci accoglie, in alto sulla destra oltre l’Adige, come una severa sentinella, il Mausoleo del Battisti. La città val bene una sosta, con i suoi monumenti e i suoi musei fra cui il MUSE e il Castello del Buonconsiglio.

Ripartiamo dal Ponte San Lorenzo, dove il Lungadige da Giacomo Leopardi diventa Monte Grappa. In direzione sud, lasciamo la periferia cittadina e ci immergiamo nella campagna del fondovalle.

Dopo aver percorso otto chilometri si arriva a Besenello, paesino sovrastato dal colle che ospita l’imponente Castel Beseno. La più grande fortezza medioevale della regione, eretta a guardia dell’Adige, ospita oggi esposizioni museali e d’estate è il teatro di spettacolari rievocazioni storiche.

Il terzo bicigrill lungo il tragitto è quello di Nomi: è attrezzato con bar, punto informazioni, fontana e servizi igienici.

Meta di questa seconda parte della Ciclabile della Valle dell’Adige è Rovereto, seconda città del Trentino, impreziosita da musei, a cominciare dal MART, e da un affascinante centro storico.

Lungo la pista ciclabile troviamo il quartiere di Borgo Sacco, già importante porto fluviale sul fiume Adige.

FRA ROVERETO A BORGHETTO (27,2 km) TENTAZIONI GARDESANE E UN MANIERO AFFRESCATO

Al km 60 della ciclabile, all’altezza di Mori, lungo la sponda destra del Canale Montedison, si diparte un’altra pista che attraversa l’abitato e volge verso il Lago di Garda.

Continuando lungo il corso dell’Adige, sul fondo della Vallagarina, troveremo invece i paesi di Chizzola di Ala e Pilcante e poi l’abitato di Vò Destro, frazione di Ala, dominata dalla mole del Castello di Sabbionara d’Avio.

Con la sua poderosa cinta muraria, le cinque torri e gli incantevoli cicli di affreschi di scuola veronese “La parata dei combattenti” e “La stanza dell’amore”, il castello è uno dei più noti, antichi e suggestivi monumenti fortificati della provincia.

Miglior arrivederci non potrebbe esserci, al Trentino: dopo cinque chilometri si giunge infatti a Borghetto, dove la pista ciclopedonale della valle dell’Adige conclude il suo percorso e inizia la provincia di Verona.

Avete già pedalato sulla ciclabile della Valle dell’Adige o sulla diramazione che porta al Lago di Garda? Per quali motivi vale la pena farci un “salto”? Raccontateci la vostra esperienza!

Commenti

Inizia la discussione.

Lascia un commento

      Contattaci

      Vuoi saperne di più? Vuoi entrare in DINAclub? Vuoi inviarci una segnalazione? Scrivici e ti risponderemo al più presto!