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Ricettività e ristorazione, le regole d’oro per l’accoglienza del cicloturista

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Dagli spazi chiusi e protetti per le bici alle aree attrezzate per sosta e ristoro, passando per manutenzione, pasti al sacco e deposito bagagli: nel report “Italia in bici” le linee-guida per gli operatori

Come far “colpo” su un cicloturista? Come guadagnarsi una “recensione” positiva e soprattutto un proficuo passaparola fra gli esploratori a pedali, sempre più numerosi sulle strade di tutta Italia? È uno dei quesiti che impegnano gli operatori del settore turistico, dalla ricettività alla ristorazione. 

Ed è uno dei temi affrontati in “Italia in bici – Scenari, protagonisti e indotto”, il report di Repower e Università IULM. Ad aprire il quarto capitolo dello studio, intitolato proprio “Creare e promuovere l’offerta cicloturistica”, è proprio un focus sulle regole d’oro per l’accoglienza del cicloturista.

I due aspetti essenziali per l’offerta cicloturistica sono la ricettività, e quindi la capacità delle strutture ricettive situate lungo gli itinerari di offrire servizi bike friendly, e la ristorazione.

CICLOTURISMO E RICETTIVITÀ: SPAZI PROTETTI, MANUTENZIONE, PASTI E DEPOSITO BAGAGLI

Non servono interventi complessi per garantire servizi bike friendly, né agli hotel né a campeggi, villaggi o agriturismi. Fondamentale è uno spazio chiuso e protetto per lasciare in sicurezza le biciclette. Sì a garage o cantine, se facili da raggiungere per la bicicletta e magari fornite di attrezzature per la manutenzione, come pompe di gonfiaggio, brugole e lubrificante per catene. 

Nel caso di escursioni, un plus per le strutture potrebbe essere la predisposizione a preparare pasti al sacco su richiesta, in loco oppure coinvolgendo operatori del luogo.

Terzo punto, ma non meno importante, potrebbe essere un servizio di deposito per bagagli non caricati su bicicletta, in attesa del prelievo per il trasporto alla tappa successiva.

CICLOTURISMO E RISTORAZIONE: AREE ATTREZZATE, SERVIZI IGIENICI, PANNELLI INFORMATIVI

Sul fronte ristorazione, fondamentale nella progettazione degli itinerari è la realizzazione di nuove aree attrezzate per sosta e ristoro dei ciclisti, ove non già disponibili.

Queste aree di ristoro dovrebbero essere previste ogni 10/15 km secondo lo standard condiviso a livello internazionale. Secondo gli “Indirizzi tecnici per la definizione di standard condivisi a livello transfrontaliero” di Intense, inoltre, sarebbe preferibile collocarle in punti almeno in parte ombreggiati.

I punti di ristoro dovrebbero essere attrezzati con una serie di dotazioni fondamentali. Alcuni esempi: panchine e tavoli, fontanelle di acqua potabile, servizi igienici, cestini per la raccolta differenziata e pannelli informativi.

IL CLUB BIKE ITALIA, NETWORK ESCLUSIVO CON VANTAGGI IN TERMINI DI VISIBILITÀ

Cresce il cicloturismo, crescono le strutture alberghiere che investono nel settore, adattando le loro strutture e realizzando offerte dedicate. A raccogliere oltre 150 di queste attività è il Club BikeItalia, una rete che assicura ai suoi membri tutta una serie di vantaggi.

Si parte dalla presenza della struttura sulla mappa e sugli itinerari dei Bike Hotel certificati, si passa per gli sconti sui corsi di formazione e sull’acquisto di attrezzature e si arriva alla stesura di un “Reportage Bikeitalia” (in collaborazione con l’hotel) e all’inserzione in una newsletter da oltre 50 mila contatti.

Quali sono i plus legati a ricettività e ristorazione che guidano la scelta dei vostri viaggi in bici?

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