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La Via Francisca del Lucomagno, fra le Alpi più dolci e i borghi padani

3 minuti di lettura
Parchi, mulini, corsi d'acqua, borghi e abbazie medievali lungo l'antica strada romano-longobarda che parte da Costanza (Svizzera) e arriva sulla tomba di Sant'Agostino a Pavia

A piedi, ma anche in bicicletta. Antica strada romano-longobarda che collegava la svizzera Costanza a Pavia, la Via Francisca del Lucomagno è oggi un tracciato sicuro e ben segnalato di 510 km, accessibile in diversi tratti a persone dalla ridotta capacità motoria e ideale anche per chi proprio non riesce a muoversi, se non pedalando.

A rendere percorribile questo tragitto transfrontaliero tutto l’anno sono le caratteristiche stesse del passo del Lucomagno, in Svizzera: con i suoi 1915 metri è il più basso dell’area alpina e presenta condizioni meteo generalmente “incoraggianti”.

Costellato di parchi naturali, beni artistici e storici, siti UNESCO, il tragitto si sviluppa per tre quarti in Svizzera e per la restante parte in Italia. Vi raccontiamo le quattro trappe italiane, da Ponte Tresa a Pavia, dove la Via Francisca prosegue verso Roma con la Via Francigena.

TAPPA 1: DA PONTE TRESA A VARESE (40 km, IMPEGNATIVA)

Il lago di Lugano in partenza, i fitti boschi dei monti del Varesotto all’arrivo: la prima tappa italiana della Via Francisca in bicicletta è immersa in scenari naturalistici d’eccezione.

Iniziamo a pedalare dalla dogana di Lavena Ponte Tresa e costeggiamo il lago fino al centro del paese, per poi proseguire sulla ciclopedonale nata sul sedime della tramvia che collegava Ponte Tresa a Varese.

Si sale in mezzo ai boschi attraversando due gallerie, poi si incrocia la statale 233 e si arriva al parco dell’Argentera, area verde scintillante di mulini, piccoli corsi d’acqua e alberi maestosi. Sul cammino si susseguono Cadegliano, Marchirolo Cugliate Fabiasco e Ghirla, dove un’oasi naturale fa da cornice a un laghetto.

Oltre l’antico maglio, si pedala sulla pista ciclabile che arriva alla Badia di San Gemolo in Valganna (XI-XII Secolo), poi si torna su strada provinciale fino a Rasa di Varese e si svolta a destra per Santa Maria del Monte.

Arrivo a Varese, sempre su strada provinciale: occhio al traffico.

TAPPA 2: DA VARESE A CASTELLANZA (31,5 km, MEDIA)

Media difficoltà per la seconda tappa ciclistica della Via Francisca del Lucomagno, che muove dal centro di Varese per lasciarsi alle spalle Capolago, Gazzata Morazzone e Castiglione Olona.

Ci muoviamo sulla pista ciclopedonale della Valle Olona, che si sviluppa sul vecchio tracciato ferroviario lungo il fiume fino a Castellanza, passando per il parco RTO (Rile-Tenore-Olona). Di particolare rilevanza, lungo la pedalata, è l’iconico Monastero di Torba, bene UNESCO immerso nei boschi e gestito dal Fondo Ambiente Italiano.

Siamo ai piedi del parco archeologico di Castelseprio, altro sito UNESCO, nato come avamposto militare nel tardo Impero Romano e diventato luogo di preghiera e lavoro delle monache benedettine poi. Include una zona fortificata ed un borgo murato.

Appagata la sete di storia e cultura, torniamo sulla ciclabile in direzione Castellanza.

TAPPA 3: DA CASTELLANZA AD ABBIATEGRASSO (38,5 km, FACILE)

Dalla provincia di Varese a quella di Milano, la terza tappa ci porta ben presto sul lungo Naviglio e nel parco dell’Alto Milanese, area verde a tre chilometri dalla città, riqualificata e arricchita con oltre 8 km di piste ciclabili.

Tocchiamo Buscate, dove ritemprarsi per qualche minuto, e poi Castelletto di Cuggiono, parte del parco del Ticino: una tappa imperdibile per via di monumenti  e luoghi storici, come Villa Clerici o il Ponte sul Naviglio Grande.

Ora davanti a noi è solo pianura, mentre costeggiamo il Naviglio. Il percorso regala però altri “gioielli”, come lo storico centro di Boffalora Sopra Ticino che pare abbia ospitato anche Scipione L’Africano, e Cassinetta di Lugagnano, uno dei più antichi borghi della Pianura Padana, diviso a metà dal fiume.

Rimaniamo al di qua, rivolgendo le nostre ruote verso Abbiategrasso.

TAPPA 4: DA ABBIATEGRASSO A PAVIA (34 km, FACILE)

Nell’ultima tappa della Via Francisca in bicicletta lasciamo il Naviglio Grande per incrociare il canale di Bereguardo.

Dopo 7 km arriviamo a Morimondo, paesino di origini medievali, la cui antica abbazia cistercense è un luogo di culto e spiritualità e al contempo un gioiello dal punto di vista ambientale.

Racchiusa da mura è pure la frazione di Fallavecchia, dopo la quale si procede per Motta Visconti e Bereguardo, in provincia di Pavia.

La pedalata è agevole, lungo il fiume Ticino superiamo Casottole, Massaua e il loro Comune di riferimento, Torre Isola, per giungere all’agognata meta della Via Francisca: Pavia.

Crocevia di cammini, Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro ospita la tomba di Sant’Agostino. Uno dei suoi motti, “Il mondo è come un libro e chi non viaggia ne conosce una pagina soltanto“, sembra studiato apposta per i cicloturisti.

Avete già viaggiato in bicicletta sulla Via Francisca, tra il confine svizzero e Pavia? Scegliete la parte più impegnativa o quella lungo i Navigli e il Ticino? Ditecelo nei commenti!

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