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Antifurto integrato per la bici? Adesso c’è!

1 anno fa •  2 minuti di lettura
Dopo il debutto con Milano Bike, Moto Morini ha utilizzato il FrameBlock sulla propria gamma di bici a pedalata assistita, alimentate da un motore dotato di sistema KERS che permette di ricaricare la batteria in frenata come le auto di Formula Uno

Per gli amanti del ciclismo e del cicloturismo, non c’è incubo peggiore del furto di bicicletta. Sono 320mila euro all’anno quelli denunciati da Fiab, in Italia. Nel nostro Paese ne sparisce una ogni due minuti, in una città come Milano la media è di 300 al giorno e l’ultima frontiera è quella del furto su commissione che colpisce soprattutto le due ruote con pedalata assistita, rivendute poi sul mercato nero. Quando il mezzo è di valore, al “colpo” inferto ai sentimenti si somma quello economico, ben più materiale.

Tra le soluzioni, oltre a registri della bici, portali e App specifiche, ce n’è una che le aziende produttrici hanno iniziato a considerare e sviluppare: il FrameBlock il sistema antifurto integrato nel telaio, inventato dall’architetto milanese Matteo Diego Caldiroli. Nato dalla necessità pratica di sopperire all’inefficacia e alla scomodità degli antifurto tradizionali, FrameBlock fu installato sulle bici MilanoBike e oggi rende sicure anche le e-bike di Moto Morini.

L’ANTIFURTO INTEGRATO DA MILANO BIKE A MOTO MORINI

L’invenzione del FrameBlock, sviluppata da Caldiroli per prevenire i furti di bicicletta a Milano e in tutta Italia, ha riscosso subito gli ottimi feedback del pubblico, dei costruttori e degli addetti ai lavori, ma anche l’apprezzamento della comunità degli innovatori tecnologici, tanto da aggiudicarsi il premio Maker Fair nel settembre 2014. Dalla collaborazione con Milano Bike sono nate le nuove biciclette a pedalata assistita firmate Moto Morini, costruttore storico delle due ruote a motore che si è confrontato con l’ormai solido mercato delle e-bike. Biciclette leggere e dalle linee sinuose, quelle di Moto Morini, grazie a una batteria integrata nel motore collocato nel mozzo posteriore.

Caratteristica comune alle e-bike Moto Morini (esclusa la Limited Edition), è il prolungamento del carro posteriore che si ancora sotto il tubo obliquo, creando un semicerchio insolito rispetto alle usuali geometrie dei telai. Si tratta di un robusto cavo d’acciaio ricoperto da una gomma nera che termina con un voluminoso lucchetto: questo permette di ancorare la bici a elementi urbani (pali o supporti specifici), bloccando eventualmente anche la ruota posteriore. La serratura del lucchetto è con chiave codificata con il numero del telaio, un altro elemento di sicurezza.

SISTEMA KERS PER RICARICARE LA BATTERIA IN FRENATA

Se il FrameBlock protegge la bici dai furti e il proprietario dall’ansia, il motore Zehus montato sulle e-bike Moto Morini spicca come un’autentica primizia tecnologica. Ingegnerizzato da una startup del Politecnico di Milano, è uno dei pochissimi sul mercato a essere dotato di un sistema KERS (Kinetic Energy Recovery System) che permette di ricaricare la batteria in frenata, come la auto di F1. Come funziona? Semplice: basta pedalare all’indietro durante la corsa per attivare il freno rigenerativo, che trasforma l’energia cinetica in energia elettrica e la immette nel pacco batteria.

Voi che sistema usate per proteggere le vostre biciclette?

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