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2 Italians across the US, il Coast-to-Coast in bici per una causa green

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Il blogger brianzolo Pietro Franzese e il videomaker salentino Emiliano Fava hanno deciso di percorrere un viaggio di 6.000 km negli Stati Uniti per sensibilizzare sull'impatto della plastica

Sono partiti da San Francisco il 20 gennaio con due obiettivi; sensibilizzare (e informare) sull’inquinamento da plastica e girare un docufilm da togliere il fiato, il tutto lungo 6.000 chilometri in bicicletta e 25.000 di dislivello.

Loro sono Pietro Franzese, blogger brianzolo, che la scorsa estate ha pedalato per 4.700 chilometri da Milano a Capo Nord con una bici a scatto fisso; ed Emiliano Fava, videomaker, che la stessa meta l’ha raggiunta partendo da Santa Maria di Leuca, nello stesso periodo.

Cento chilometri al giorno, per un paio di mesi, da San Francisco (Golden Gate) a Miami (Key West); attraversando luoghi come il Camino Del Diablo, l’altopiano texano, le Bayou della Louisiana, il Joshua Tree National Park, le Everglades in Florida.

SEIMILA CHILOMETRI DA UN OCEANO ALL’ALTRO PER RACCONTARE L’IMPATTO DELLA PLASTICA

I due cicloviaggiatori e documentaristi italiani hanno deciso di pernottare prevalentemente in tenda, viaggiando in totale autonomia, per raccogliere fondi a sostegno dell’associazione Plastic Free tramite un crowdfunding.

“2 Italians Across the US” è infatti sia un’impresa sportiva, sia un’azione di sensibilizzazione sull’impatto ambientale dell’uso della plastica monouso; il Comune di Milano ha patrocinato il progetto, che parte dall’Italia, viaggia negli Stati Uniti e arriva in Africa.

Durante il viaggio Pietro Franzese ed Emiliano hanno infatti documentato con immagini video e foto la loro avventura e l’uso della plastica negli USA, Paese che ha il più alto uso pro capite di plastica monouso al mondo, mentre l’Italia si colloca al secondo posto in Europa, sospinta dal consumo di acqua minerale in bottiglia.

IL SOSTEGNO A PLASTIC FREE PER LA SALVAGUARDIA DELLA RISERVA DEL MIDA CREEK

Prima del volo per gli Stati Uniti, lo scorso 14 gennaio Fava e Franzese hanno preso parte a una pedalata dalla Darsena di Milano all’aeroporto di Malpensa, lungo i 50 km della ciclabile del Naviglio Grande, percorso protetto dal traffico, raccogliendo i rifiuti sul percorso. 

“Viaggiare in bicicletta – dicono Franzese e Fava – è uno dei modi più sostenibili che esistano per scoprire il mondo e le sue bellezze. Ma l’ambiente è altamente compromesso dall’inquinamento da plastica. È per questo che abbiamo scelto durante il nostro viaggio di sostenere Plastic Free attraverso una raccolta fondi che supporterà i loro progetti in Italia e nel mondo”, raccontano Franzese e Fava.

I soldi donati sulla piattaforma GoFundMe saranno interamente devoluti a Plastic Free; associazione italiana fra i cui progetti c’è la salvaguardia della riserva naturale del Mida Creek in Kenya grazie alla collaborazione con l’associazione Sasa Rafiki.

IL RISPETTO PER I CICLISTI E LA “SORPRENDENTE” SICUREZZA CHE IN ITALIA SOGNIAMO

Sulle sconfinate strade degli Stati Uniti, Pietro ed Emiliano hanno viaggiato utilizzando biciclette gravel; senza chiedere aiuti esterni o appoggio tecnico, hanno dormito in tenda e cucinato col fornelletto a gas. Ulteriori dettagli per godersi la totale libertà, non dovendo cercare alloggi per la notte e potendo gestire le forze durante le ore di luce.

Sin dai primi chilometri, Pietro e Emiliano hanno raccontato lo stupore di fronte a scenari insoliti, le nuove sfide lanciate da condizioni atmosferiche impreviste, ma anche la quasi totale assenza di spazzatura e plastica sulle strade. Ma non solo.

A colpire positivamente i due cicloviaggiatori italiani è stata la sicurezza sulle strade per chi va in bicicletta, a partire dalla California; sia per la presenza di cartellonistica dedicata sia per il rispetto delle distanze di sicurezza da parte degli automobolisti, in Italia spesso sconosciute.

Fava e Franzese raccontano la “sorprendente” sensazione di sicurezza nel pedalare sulle strade degli Stati Uniti: c’è un posto dove avete pedalato, su brevi o lunghi tratti a traffico misto, senza sentirvi a rischio? 

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