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Tra i frutteti della Val Venosta sulla scia degli Antichi Romani

10 mesi fa •  3 minuti di lettura
Salutata l'ex stazione di sosta di Nauders in Austria, la ciclabile via Claudia Augusta entra in Italia dal Passo Resia e percorre tutta la Val Venosta geografica fino a Tel (Parcines): si pedala in un'autentica culla di storia e cultura

Alzi la mano chi non conosce il lago di Resia, con il campanile di Curon che sbuca dalle acque. Se siete cicloturisti habitué della zona, l’avrete ammirato o fotografato più volte, facendo tappa con la vostra bicicletta o e-bike lungo le sue rive. Uno scorcio diventato una vera e propria icona della Val Venosta, regione geografica che inizia nel Tirolo, in Austria, per proseguire dopo il Passo Resia nelle fiabesche propaggini nordoccidentali dell’Alto Adige. Ma è solo uno dei tanti paesaggi mozzafiato che la Vinschgau dissemina tra i ricordi di chi la percorre, partendo dall’estremità settentrionale di Nauders – in Austria – per arrivare fino a Parcines, che a livello amministrativo è già nel Burgraviato.

Un festival di verde e bianco, montagna e cielo, di laghi e castelli lungo il percorso della via Claudia Augusta, uno dei percorsi transfrontalieri più amati dai tedeschi e accessibile ai ciclisti di ogni età, che parte da Donauwörth sul Danubio per arrivare ad Altino (Venezia) con la variante Altinate e Ostiglia (Montova) con quella Padana. Una ottantina di chilometri di meravigliosa scoperta naturalistica, storica e culturale, sia essa su una bicicletta a trazione muscolare o a pedala assistita, fra luoghi e nomi che gli appassionati di ciclismo conoscono molto bene.

SHUTTLE, LAGHI E LA “CIMA COPPI”: WILLKOMMEN IN ITALIA

A Nauders si arriva con il bike shuttle da Pfunds-Stuben oppure, con le proprie forze, raggiungendo Martina in Svizzera tramite la Engadiner Straße e poi arrampicandosi sui tornanti in salita per 400 metri. Dopo circa 7 km di chilometri in leggera ascesa (pendenza media del 2,3 per cento) fino al passo Resia, la ciclabile è tendenzialmente pianeggiante fino a San Valentino alla Muta, per poi scendere da 1400 metri ai 900 di Glorenza, dopo 31 km.

Il “benvenuto” in Italia sono i laghi di Resia e della Muta, che si ammirano rispettivamente dalla sponda est ed ovest, con il campanile di Curon a dominare con la sua sagoma che sbuca dalle acque. L’Alta Val Venosta è la regione della via Claudia Augusta più ricca di centri abitati ed edifici storici, eredità delle stazioni romane e del vivace medioevo dei castelli.

La via Claudia Augusta ci porta lungo i pittoreschi sentieri d’acqua del Waalen, ai piedi del convento di Monte Maria a Burgusio, sotto le torri di Malles e nella medievale Glorenza e poi ancora, lungo prati e meleti, a Spondigna, affiancata da Sluderno e Castel Coira da un lato e dalle rovine di castel Montechiaro/Lichtenberg dall’altro.

Dividendo in due la piacevole esplorazione della Val Venosta, possiamo far sosta a Prato allo Stelvio: qui termina anche il segmento numero 21 della via Claudia Augusta. Siamo ai piedi dell’omonimo passo sul quale riecheggiano le imprese di Fausto Coppi e Charly Gaul, ma anche di Marco Pantani, diventato “grande” nella Merano-Aprica al Giro d’Italia 1994.

MARMI, TORRI E VINI NEL CUORE CICLABILE DELLA VENOSTA

Dai 915 metri slm Prato allo Stelvio ai circa 500 di Tel (frazione di Parcines), il segmento numero 22 della via Claudia Augusta offre 43 km pendenze favorevoli, fatta eccezione per un paio di chilometri di salita che ci riportano oltre i 700 metri slm a Morter. Pedalando verso est, ai piedi del Monte Sole, si entra nel cuore del “Frutteto venostano”. Con la sua bianca piazza, Lasa è capitale del marmo sin dall’epoca romana, Silandro ha una pittoresca zona pedonale.

La chiusa successiva, a metà della Venosta geografica, è tutto un tripudio di castelli e vigneti, soprattutto tra Castelbello (dove si attraversa) e Ciardes. A Castelbello il tracciato attraversa il cuore dell’abitato, a riprova dell’importanza delle ciclabili nella zona.

DAL MESOLITICO AI CELTI, UNA STORIA TUTTA DA PEDALARE

Fanno parte della Val Venosta, geograficamente, anche i comuni di Naturno, Plaus e Parcines, fino a Tel, inclusi nella Comunità comprensoriale del Burgraviato e dell’Associazione turistica “Merano e dintorni”. Luoghi popolati sin dal Mesolitico e legati nel nome all’epoca celtica, come la stessa Naturno, oggi ricca di locali e negozi.

Fra i “must” storici e culturali, ci sono il museo e la chiesetta di San Procolo, che custodisce affreschi del VII secolo. A Rablà, invece, fu ritrovato uno dei due miliari che tramandano la storia della Via Claudia Augusta. Una storia, oggi, tutta da pedalare.

Esplora il tracciato della Via Claudia Augusta in val Venosta!

Qui invece puoi scaricare le tracce GPX.

Commenti

1 commento trovati

  1. […] meno di 62,8 km di pedalata fra castelli, vigneti, torri e marmi pregiati: è il percorso della Ciclabile della Val Venosta che collega Malles e […]

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