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Le salite verso le rocche malatestiane in Romagna fra storia e fatica

3 minuti di lettura
Percorso difficile di 94 km con quasi 1.800 metri di dislivello: si va da Rimini a Cattolica, ma più del mare sono le impegnative ascese a caratterizzare questo tracciato dal finale “romantico”

Non è un itinerario cicloturistico per tutti, sappiatelo, ma è talmente suggestivo che il gioco val bene la candela; parliamo del percorso di 94 km con 1797 metri di dislivello, che porta da Rimini a Cattolica dopo aver toccato le rocche malatestiane nel cuore della Romagna.

Chi ama la bici da corsa, ha gambe allenate e vuole scoprire la storia del territorio riminese, avrà pane per i suoi denti su questo tracciato firmato Romagna Bike, che scopre almeno cinque salite impegnative, tra cui quelle di Verucchio e di Montefiore, con pendenze da capogiro ma panorami davvero speciali.

La prestazione non è importante, quanto invece il tempo da dedicare alla visita di alcuni dei lasciti più importanti della casata dei Malatesta, come il Castello di Sant’Arcangelo di Romagna, il Castello di Mondaino e il Castello di Gradara.

DA RIMINI A SERRAVALLE (33,9 km): I CASTELLI DI SANTARCANGELO E VERUCCHIO

Dividiamo per comodità il percorso in tre parti ma, ripetiamo, sono diversi i punti sul percorso che meritano una sosta; la partenza è all’altezza di piazza Francesca Da Rimini, poi si svolta su viale Roberto Valturio e quindi a destra su via Marecchiese, che diventa SS258, fino al km 8,5.

Qui si svolta a destra sulla SP49 per raggiungere Santarcangelo di Romagna, borgo medievale che ha il culmine nell’imponente castello, ricostruito nel XV secolo per esigenze difensive ma diventato successivamente anche residenza dei Malatesta. Terminata la visita, al km 13 si gira a sinistra su viale Mazzini, Sp 14, sempre in leggerissimo falsopiano in salita.

Al km 23,5, dopo il passaggio sul fiume Marecchia, inizia la salita verso Verucchio; in 2 chilometri e 600 si passa da 115 a 301 metri slm, con una pendenza media del 7,2 per cento; a guardarci dall’alto c’è il complesso monumentale della Rocca Malatestiana, costruito tra il XII e il XVI secolo in un’ampia area sul punto più alto del “sasso” di Verucchio, da dove si può ammirare uno splendido panorama. 

Poi si comincia a scendere fino a entrare in territorio di San Marino, salutando prima Dogana e poi Serravalle (km 33,9).

DA SERRAVALLE A MONTEFIORE CONCA (22,5 km): LA SALITA PIU’ DURA E IL SEVERO BALUARDO

Dopo Serravalle si affrontano un altro paio di salite brevi, poi al 41,3 inizia la salita di Montescudo: 4,2 km al 6,3 per cento, incluse alcune centinaia di metri in leggera discesa.

Poi picchiata verso Taverna (km 47,6), sei chilometri di falsopiano in discesa fra la SP18 e la SP132, che prendiamo subito dopo aver superato Osteria Nuova. 

Al km 52,3 si prende la SP 84 lungo la quale inizia l’ascesa verso Montefiore Conca, piccolo borgo un tempo capitale della vallata del Conca, con il suo baluardo dalle linee severe e le vecchie mura che racchiudono la cappella dell’Ospedale del Pozzo, la chiesa di San Paolo e il grazioso teatro ottocentesco.

Qui c’è da fare sul serio, perché fra il km 53,4 e il km 56,4, in tremila metri lineari, quelli di dislivello sono 290 e la pendenza media è del 9,2 per cento.

DA MONTEFIORE CONCA A CATTOLICA (38,1 km): FINALE ROMANTICO ALLA ROCCA DI GRADARA

Da Montefiore Conca ci sono 7 km di discesa, fino al km 63,7 dove, lungo la SP 17, inizia la lunga ascesa verso Mondaino e il suo castello, tipico esempio di fortezza malatestiana, eretta per il controllo strategico del territorio e un tempo protetta da una cinta muraria con ben 13 torri.

In otto chilometri di salita si passa da 76 a 382 metri slm, con pendenza media inferiore al 5 per cento, ma va detto che al km 69,4 la strada consente un po’ di respiro e pendenze amiche per circa un chilometro, prima degli ultimi 1,3 km al 5,4 per cento.

Scesi a capofitto verso Montegridolfo, torniamo a salire dolcemente sulla SP39 fino al km 85,9, poco dopo Tavullia (miele per i fan del motociclismo), quindi scendiamo per l’ultima sosta prima dell’arrivo dalle suggestioni storiche e letterarie; la rocca di Gradara (km 89), gioiello dell’architettura fortificata italiana, più volte ricostruito, noto per la storia d’amore fra Paolo e Francesca immortalata da Dante nel V canto dell’Inferno.

Siete pronti per affrontare l’itinerario delle rocche malatestiane o vi serve un po’ di preparazione specifica? Raccontatecelo nei commenti!

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