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Natura, sicurezza, servizi: la Green Road dell’Acqua è un vero paradiso

10 mesi fa •  3 minuti di lettura
Lungo fiumi e laghi del basso Trentino, si trova l'itinerario di 143 chilometri quasi interamente in sede propria che ha “stregato” gli Italian Green Road Awards. Recuperati argini di fiumi, vecchie strade e ferrovie abbandonate

Il paradiso in Terra. Almeno per i cicloturisti. Un tracciato di 143 chilometri quasi interamente in sede propria, dedicato agli amanti della bicicletta e del trekking, che la Provincia Autonoma di Trento ha “disegnato” recuperando 113 km di argini dei fiumi, vecchie strade e ferrovie abbandonate.

Laghi, fiumi e torrenti, ma anche arte, storia, cultura e servizi rendono la Green Road dell’Acqua un autentico eden per chi desidera “tuffarsi” alla scoperta del basso Trentino, con partenza da Cadino di Faedo e arrivo a Trento. Sono 21 i comuni coinvolti, in un itinerario ottimamente segnalato e servito da un efficiente bike sharing pubblico extraurbano, tra i più estesi d’Europa, con 90 ciclo stazioni, 1000 stalli e 60 chilometri di rete connessa.

Nel giugno 2021 la Green Road dell’Acqua è stata premiata come miglior ciclabile agli Italian Green Road Awards, ex-aequo con la Ciclovia dei Parchi della Calabria.

DA CADINO DI FAEDO A MORI (60,5 KM, dislivello 140 metri)

La prima metà del percorso è praticamente pianeggiante, a parte leggerissimi falsopiani a Lavis e prima di Besenello. Su 60,5 chilometri, il dislivello in salita è di 140 metri, quello in discesa di 160.

A una media di 17 km orari, da Cadino di Faedo a Mori si arriva in tre ore e 25 minuti. Il viaggio ciclabile inizia lungo la ciclovia europea “Euro Velo 7 – il percorso del Sole”, al confine con la Provincia Autonoma di Bolzano. Siamo nel punto più stretto della valle dell’Adige, alla “Chiusa di Salorno”. Immersa nel verde e nei vigneti della Strada del Vino, la ciclovia costeggia l’Adige, il cui argine è stato qui convertito in pista ciclopedonale in sede propria.

Lungo il percorso si incontrano gli abitati di Mezzocorona e Mezzolombardo. Qui, deviando lungo la ciclabile TN 11, si può visitare il biotopo “La Rocchetta”. Più a sud sul nostro itinerario, invece, si trovano il biotopo “la Rupe” e il sito “Natura 2000”, dove è di casa il gufo reale e nidificano svariate specie migratrici. Il primo passaggio da Trento ci porta al moderno quartiere delle “Albere”, sede del MUSE, l’innovativo Museo delle Scienze della Provincia Autonoma di Trento.

Proseguendo lungo il corso dell’Adige si arriva alle porte di Rovereto, la “Atene del Trentino” e casa del MART, il museo di arte moderna e contemporanea. All’altezza di Mori, abbiamo una doppia chance: proseguire lungo l’Adige in direzione Ala e poi Verona, oppure a est verso il Garda: un percorso, questo, il nostro, che unisce la Valle dell’Adige al Lago di Garda, perfettamente in linea con l’obiettivo del progetto provinciale di collegare aree distinte con una rete capillare in sede propria.

DA MORI A TRENTO (60,5 km, dislivello 1.040 metri)

La seconda parte dell’itinerario è più impegnativa, con 1040 metri di dislivello positivo e 1.050 metri di dislivello in discesa. Per coprirla, si impiegano 4 ore e 16 minuti, alla media di 14,2 km orari. Da Mori, la Green Road dell’Acqua continua verso la località di Loppio e costeggia l’ormai prosciugato Lago di Loppio, sfruttando il sedime della vecchia ferrovia Mori-Arco-Riva. A metà dell’ex lago si può visitare l’isola di Sant’Andrea, importante sito di Archeotrekking con accesso alle rovine del castrum direttamente dalla ciclabile. Tra Nago e Torbole ci sono un paio di chilometri di discesa panoramica con pendenze fino al 14 per cento, lungo la vecchia strada ora chiusa al traffico, poi si salirà dolcemente fino ai 280 metri del Monte Taglio di Sarca.

Prima, però, ci godiamo la vista del Lago di Garda e valutiamo l’idea di un’escursione a Riva del Garda, da dove parte la strada della Ponale, che collega Riva del Garda alla Valle di Ledro attraverso un percorso scavato nella roccia. Risalendo verso nord sulla Green Road dell’Acqua, invece, passiamo da Arco, capitale dell’arrampicata sportiva, protetta dalla Rupe del castello, per poi entrare nell’area della Valle dei Laghi.

Nell’area della Riserva Naturale delle Marocche ci sembrerà di attraversare un paesaggio lunare con sassi ciclopici, alti decine di metri. Raggiunto l’abitato di Sarche, ci si può far tentare da una pedalata alle forre del Limarò, in un percorso scavato nella roccia sulle gole del Sarca.

Dal ponte che divide i laghi di Toblino (dove c’è un raro esempio di castello lacustre) e di Santa Massenza (sede di una storica centrale idroelettrica), la Green Road dell’Acqua torna a salire per oltre 5 chilometri e ci avviamo verso le ultime due tappe:  il lago di Terlago, circondato da uno splendido paesaggio al cospetto del Monte Bondone e della Paganella, e la terrazza panoramica di Sardagna, imperdibile punto panoramico sulla valle dell’Adige, che raggiungiamo dopo aver salutato la “Cima Coppi” della Green Road, 825 metri slm all’incrocio per Strada del Pra del Pòter. A questo punto, si può concludere l’itinerario in funivia, con altra vista mozzafiato, oppure scendendo da una strada a basso scorrimento, fra masi e boschi di castagno.

Vi siete già “tuffati” nella Green Road dell’Acqua? Raccontateci la vostra esperienza su due ruote in Trentino!

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