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Comuni ciclabili, c’è anche la new entry Milano nella “carica” dei 151

2 anni fa •  3 minuti di lettura
Il capoluogo lombardo entra a far parte dei territori che si sono distinti, secondo la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, per una serie di politiche attente alle esigenze dei ciclisti e dei cicloamatori, dalle infrastrutture alla comunicazione

Nove new entry dalla Campania al Friuli, fra cui una Milano sempre più bike-oriented, e 151 città in tutta Italia per 11 milioni di abitanti totali. Sono alcuni dei dati e delle cifre più interessanti della quarta edizione di FIAB-ComuniCiclabili, il riconoscimento della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta che valuta e attesta il grado di ciclabilità dei comuni italiani, accompagnandoli in un percorso virtuoso verso politiche bike friendly.

Già apprezzata per l’aumento significativo di piste ciclabili nell’ultimo anno, così come per una serie di itinerari orientati alla scoperta della periferia o dell’hinterland a sud della città, la Milano sostenibile è entrata pedalando nella lista di quei territori particolarmente sensibili alle esigenze dei ciclisti.

Realtà che FIAB premia sulla base di diversi parametri, con un punteggio (da 1 a 5) che sulla bandiera gialla è rappresentato dal simbolo dei bike-smile. La mobilità urbana, ovvero la presenza di piste ciclabili/infrastrutture e moderazione traffico e velocità, è uno dei tre criteri di valutazione.

A questo si aggiungono la “governance”, vale a dire le politiche di mobilità urbana e i servizi, la “comunicazione & promozione” e l’area “cicloturismo”, pur non costituendo una condizione necessaria per la valutazione d’accesso.

COMUNI CICLABILI FIAB: CERVIA SI PRESENTA IN GRANDE STILE, DUE SORRISI PER LE MARCHE

Con i nuovi ingressi, tra cui Milano, il network dei Comuni Ciclabili FIAB si è allargato a 151 città e 11 milioni di abitanti, il 18 per cento della popolazione. Fra le nove new entry (una in più rispetto a quelle registrate a maggio), esordio in bellezza per Cervia, in Emilia Romagna, premiata con ben 4 bike-smile – su un massimo di 5 – grazie all’estensione della rete ciclabile esistente nel territorio e alle scelte compiute per favorire l’utilizzo della bicicletta.

Nello specifico, Cervia ha totalizzato 4 “ruote” per il cicloturismo e le ciclabili urbane, 3 per la moderazione della velocità del traffico e per la governance e 1 per la comunicazione. Molto bene fra le new entry anche Copparo, altra realtà dell’Emilia-Romagna, e la veneta Abano Terme, in provincia di Padova, premiate con tre bike-smile.

Due sorrisi anche per le Marche con Jesi (Ancona) e Porto Recanati (Macerata), entrambe accolte con due bike-smile, al pari della campana Capaccio Paestum (Salerno).

BIKE SHARING, CICLABILI URBANE E BUONE PRATICHE: LA LOMBARDIA VA A PEDALI

Trascinata dal suo faro economico e di lifestyle, è la Lombardia ad annoverare i maggiori successi nella lista delle new entry in FIAB – Comuni Ciclabili, che ha sancito la conclusione della quarta edizione. Dopo aver festeggiato Saronno nella sessione primaverile, la Lombardia si gode un interessante tris con un capoluogo di regione (Milano) e uno di provincia (Lecco), oltre alla milanese Rescaldina, tutte con due bike-smile. Oggi sono 15 le città lombarde che fanno parte del circuito, un decimo del totale nazionale, inclusi altri due capoluoghi provinciali come Bergamo e Brescia.

Tra gli aspetti positivi sottolineati nel giudizio finale per Milano, “la capillarità del bike sharing tale da aver contribuito a innescare la transizione verso nuove abitudini quotidiane, gli interventi per la moderazione del traffico e della velocità, il positivo ricorso ai nuovi strumenti di ciclabilità leggera inseriti nel Codice della Strada, il calo del tasso di motorizzazione”.

A Lecco sono state valutate positivamente la ZTL, le zone 30 km/h, le 16 linee piedibus (con consigli di attivare le bicibus) e la raccolta differenziata con cargo bike, buona pratica da condividere con altri Comuni della rete. La bandiera gialla dei Comuni Ciclabili brilla anche a Rescaldina, che si è fatta notare soprattutto per le ciclabili urbane, gli strumenti e i canali di comunicazione.

Quali sono le “buone pratiche” avviate nelle vostre città? Come viene giudicata l’estensione delle piste ciclabili e la crescita della mobilità sostenibile? Condividetelo nei commenti!

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