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Ciclovie della Transumanza: pedalare per riscoprire i tratturi dell’Abruzzo

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Nel cuore dell’Abruzzo più autentico, lontano dalle direttrici turistiche più note, ha di recente preso forma un progetto che unisce memoria pastorale e mobilità lenta: le Ciclovie della Transumanza. Un sistema di itinerari cicloturistici che recupera gli antichi tratturi e i percorsi della pastorizia stagionale, trasformandoli in un’esperienza di viaggio contemporanea. La transumanza, pratica millenaria […]

Nel cuore dell’Abruzzo più autentico, lontano dalle direttrici turistiche più note, ha di recente preso forma un progetto che unisce memoria pastorale e mobilità lenta: le Ciclovie della Transumanza. Un sistema di itinerari cicloturistici che recupera gli antichi tratturi e i percorsi della pastorizia stagionale, trasformandoli in un’esperienza di viaggio contemporanea. La transumanza, pratica millenaria riconosciuta patrimonio immateriale Unesco, diventa così il filo narrativo di una rete ciclabile pensata per valorizzare i territori interni e raccontarne identità, paesaggi e comunità.

Pedalare in queste zone significa entrare in un Abruzzo profondo, fatto di silenzi, altopiani, boschi e piccoli borghi che conservano intatto il legame con la tradizione pastorale. Qui la bicicletta non è solo mezzo sportivo, ma strumento di scoperta culturale: segue i cammini dei pastori, attraversa ambienti naturali integri e connette luoghi che per secoli sono stati uniti dal passaggio delle greggi.

Il progetto delle Ciclovie della Transumanza coinvolge otto comuni dell’entroterra abruzzese (Cugnoli, Bussi sul Tirino, Brittoli, Capestrano, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Popoli Terme e Torre de’ Passeri) riuniti in una rete territoriale coordinata dal Comune di Cugnoli, capofila dell’iniziativa. L’obiettivo è creare un sistema cicloturistico integrato che metta a valore paesaggio, patrimonio storico e tradizioni locali, favorendo allo stesso tempo nuove opportunità di sviluppo per le aree interne.

La rete ciclabile conta complessivamente 12 itinerari per un totale di 378 chilometri, tutti consultabili in un’apposita raccolta di Komoot. Essi sono distribuiti in un territorio che si estende tra le colline vestine, la valle del Tirino e le pendici del Gran Sasso, collegando borghi e luoghi simbolo della cultura pastorale, in un mosaico di esperienze che può essere affrontato a tappe o combinato in itinerari di più giorni. In tal caso ci si può affidare a delle guide e noleggiatori locali come Wolftour e Bike for Fun che saranno lieti di accompagnarvi all’altopiano del Voltigno, alle sorgenti del Pescara o nei caseifici dove si produce il Pecorino di Farindola.

Il territorio attraversato dalle ciclovie è infatti caratterizzato da un forte valore ambientale e identitario. Fiumi dalle acque limpide, alture calcaree, boschi e pascoli d’altitudine compongono scenari che cambiano continuamente, offrendo una percezione dinamica dell’Abruzzo interno. Lungo i percorsi si incontrano borghi storici, castelli, eremi e architetture rurali che testimoniano la lunga storia di queste comunità legate alla transumanza. Il viaggio in bicicletta diventa così un racconto territoriale, dove natura e cultura si intrecciano senza soluzione di continuità.

Un elemento fondamentale del progetto è la dimensione comunitaria. Le Ciclovie della Transumanza non nascono solo come infrastruttura ciclabile, ma come strumento di valorizzazione locale. L’idea è che la rete cicloturistica diventi una base per sviluppare servizi, accoglienza e produzioni tipiche, favorendo un turismo lento capace di generare ricadute economiche diffuse. In questo senso la bicicletta viene interpretata come leva di rigenerazione territoriale, in grado di contrastare lo spopolamento e rafforzare l’identità dei luoghi.

E così la scelta di collegare i comuni attraverso gli antichi percorsi pastorali ha anche un valore simbolico. Le zone dove si percorrevano i tratturi, un tempo vie di scambio tra montagna e pianura, tornano, infatti, ad essere corridoi di mobilità dolce e relazione culturale. 

Ciclovie della Tranusmanza

Photo courtesy of  Ciclovie Transumanza

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