I leggendari Ciao, i ciclomotori Piaggio lanciati nel 1967, hanno accompagnato intere generazioni, diventando simbolo di libertà in un’epoca senza social network. Dopo la fine della produzione nel 2006 e la classificazione della maggior parte dei modelli come Euro 0, la loro circolazione è ormai quasi impossibile. Ma Tiberio Casali, con la sua azienda Ambra Italia di Rufina (Firenze), ha avuto un’idea innovativa: trasformarli in e-bike.
«Abbiamo pensato di restituire loro una nuova vita, rendendoli ecologici» – spiega Casali. «Il nostro primo passo è stato ottenere le certificazioni nei laboratori specializzati, rispettando la normativa europea. Il primo prototipo è stato testato nel 2020, prima del lockdown, e dopo numerosi test, nel 2021 abbiamo ottenuto le certificazioni, mentre nel 2022 abbiamo ottenuto il brevetto per la parte meccanica».
Non si tratta solo di sostituire il motore a combustione con uno elettrico. «Abbiamo mantenuto il design originale, ma abbiamo rinforzato le fiancate con acciaio tagliato al laser e 40 rivettature. Il retrotreno è stato completamente riprogettato per ospitare il motore Bafang G020 da 45 Nm, posizionato nel mozzo posteriore. Abbiamo creato sostegni in alluminio Ergal 7075 e utilizzato cuscinetti stagni. Collaboriamo con partner specializzati a Napoli, Pavia e Reggio Emilia» – racconta Casali.
La trasformazione è possibile su tutti i modelli Ciao, a patto che siano in buone condizioni. «Nel 90% dei casi, è necessario un restauro completo – afferma Casali. – Dalla sabbiatura alla verniciatura. Consigliamo di partire dai modelli Erre2 in poi, poiché quelli precedenti al 1974 sono pezzi storici e richiederebbero compromessi estetici. Tuttavia, ne abbiamo trasformato anche uno del 1972».
Tutte le componenti sono certificate secondo la normativa UNI EN 15194, e il motore Bafang G020 è noto per la sua affidabilità. Il costo per la trasformazione di un Ciao in buone condizioni è di 3.050 euro, inclusi la manodopera, mentre il restauro varia tra 1.500 e 2.000 euro. Per chi desidera cimentarsi nel fai-da-te, è disponibile un kit a 2.490 euro. «Questa opzione è pensata soprattutto per chi vive all’estero» – spiega Casali – «dove molti Ciao furono venduti, come in Olanda e Germania. Il kit include una penna USB con le istruzioni dettagliate. La trasformazione richiede tra le 15 e le 20 ore, e alla fine il cliente ci invia una certificazione del lavoro svolto seguendo la nostra guida».
Dopo la trasformazione, il Ciao mantiene il suo design iconico. «Abbiamo declassato il mezzo a e-bike, quindi non è più necessaria la targa, e abbiamo installato un sensore di pedalata, come nelle bici a pedalata assistita». Inoltre, un QR code posto sulla forcella anteriore rimanda a tutte le certificazioni. «Ogni kit è numerato e collegato al telaio del Ciao, al motore e al cliente. Creiamo anche una pagina personale sul nostro sito con foto e dettagli tecnici, come i test sulla batteria e le prove su strada».
Il progetto sta riscuotendo un grande successo, e Casali punta a portarlo anche nelle scuole. «Stiamo collaborando con alcuni istituti tecnici per far trasformare i Ciao dagli studenti. È un modo per avvicinarli alla mobilità elettrica e far conoscere un pezzo della nostra storia».Il fascino del Ciao continua a vivere, unendo passato e futuro.
Foto fornite da ©Casali
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