Il mercato delle e-bike cresce, e con esso aumentano gli utenti che per la prima volta si approcciano a questo tipo di mezzo. C’è chi lo fa per una vacanza di qualche giorno, noleggiando la bici presso uno dei tanti punti presenti nelle località turistiche. Oppure chi vuole mettersi in forma, passando a un mezzo che permette di fare fatica ma allo stesso tempo di gestirsi. Servono, però, dei consigli per riuscire a utilizzare al meglio una e-bike. Per questo ci siamo rivolti a Paolo Novati, ASQUA & Warehouse Coordinator di Giant e Liv.
«Il concetto che sta alla base di una corretta educazione all’utilizzo delle e-bike è che l’utente deve avere ben chiaro che sta pedalando su una bici. Ciò significa che il corretto utilizzo prevede che ci si muova alla stessa velocità di una bicicletta tradizionale. Il messaggio da far passare è che l’e-bike dà all’utente non allenato la possibilità di fruire della bici al pari di chi ha un migliore stato di forma. Sulla stessa linea, è anche corretto considerare il peso del rider. I diversi stati di forma ci fanno intuire che non tutti gli utenti possono percorrere un sentiero o una strada alla stessa velocità. Utilizzare al meglio una e-bike, e quindi il suo motore, vuol dire non portare questo componente al limite ogni volta. Si tratta anche di un concetto di sicurezza e guidabilità.»
Consigli tecnici
Pedalare su una e-bike spesso porta l’utente a pensare di poter fare tutto senza utilizzare il cambio, ma, al contrario di quanto si possa credere, anche su un mezzo dotato di supporto alla pedalata è importante capire il funzionamento del cambio. Molti test, come sottolineato da Paolo Novati, hanno dimostrato che la miglior efficienza di pedalata la si ottiene tra le 80 e le 85 ripetizioni per minuto (RPM).
Tra le tante accortezze tecniche che si possono adottare, non è da escludere quella di spegnere il motore quando ci si trova su lunghi tratti pianeggianti. Questo ci riporta alle parole del tecnico Giant. Infatti, non è necessario cercare una velocità superiore a quella che si avrebbe su una bicicletta muscolare. Se l’utente ritiene di poter procedere con la sola spinta delle gambe, può tranquillamente procedere con il sistema che non fornisce assistenza, in questo modo si preserva la batteria. Non è necessario spegnere la bicicletta, ma è sufficiente selezionare la modalità “off” tra i livelli di assistenza. In questo modo, posso continuare a mantenere attiva la connessione tra la bici ed eventuali dispositivi o con il telefono sul quale si potrebbe avere installata l’applicazione di gestione del supporto elettrico.
Consigli pratici
Nei sentieri e sui tratti fuoristrada, impegnativi o meno che siano, è importante erogare un supporto alla pedalata che sia proporzionale alle capacità dell’utente. Ovvero, per fare un esempio pratico, non serve selezionare la massima capacità di supporto, in molti sistemi riconosciuta come “turbo”, perché questa potrebbe portarci ad avere una velocità eccessiva e poco controllo del mezzo, specialmente nei tratti tecnici.
Il livello massimo di supporto che un sistema può fornire serve per superare pendenze o ostacoli che con una bicicletta tradizionale difficilmente sarebbero oltrepassabili. Ciò significa che il loro corretto utilizzo è legato a brevi tratti o passaggi particolarmente tecnici. Non è certo pensato per essere utilizzato per centinaia di metri o chilometri.
L’ultimo consiglio che arriva da Giant è legato alla ricarica della batteria. Secondo i tecnici, è meglio utilizzare l’intero ciclo e calcolare l’utilizzo del motore in base al percorso e all’itinerario che si andrà a fare. Ricaricare il motore per pochi minuti non dà grandi apporti allo stato della batteria e, inoltre, porta alla sua usura, anche se parziale.
Pur non avendo un “effetto memoria”, il consiglio è quello di utilizzare la batteria il più possibile nell’interezza del suo stato di carica. Se so di poter chiudere il mio giro con la carica residua della mia batteria o raggiungere il prossimo punto di ricarica, è meglio ricaricarla una volta in meno. A proposito della ricarica, consideriamo che normalmente le batterie si ricaricano con una tempistica che va dallo zero all’80% e ci mette quasi la stessa tempistica per completare la ricarica. Una nota, invece, legata alla scarica della batteria (e vale per ogni batteria, dalla bici al telefonino), è che la scarica non è lineare. L’autonomia di una batteria è inferiore ai minimi livelli di stato di carica. Per semplificare, la distanza che percorro consumando la batteria dal 90% all’80% è superiore a quella che percorro dal 15% al 5%.
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