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Cicloturismo in espansione: le e-bike fanno la loro parte?

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Quanto pesa davvero il comparto delle e-bike nel mercato del cicloturismo? È la domanda che emerge dall’analisi dei risultati contenuta nel rapporto Isnart-Legambiente 2024. Un anno estremamente positivo, per certi versi straordinario: il settore ha generato un impatto economico di quasi 9,8 miliardi di euro, accompagnato da una crescita imponente delle presenze, che hanno raggiunto […]

Quanto pesa davvero il comparto delle e-bike nel mercato del cicloturismo? È la domanda che emerge dall’analisi dei risultati contenuta nel rapporto Isnart-Legambiente 2024. Un anno estremamente positivo, per certi versi straordinario: il settore ha generato un impatto economico di quasi 9,8 miliardi di euro, accompagnato da una crescita imponente delle presenze, che hanno raggiunto quota 89 milioni, segnando un +54% rispetto al 2023.

L’e-bike non è più una nicchia, ma può essere considerata uno dei principali motori di questa crescita. Sebbene il mercato delle vendite complessive di biciclette abbia registrato una lieve flessione (-0,7%), la propensione all’uso della pedalata assistita durante le vacanze continua ad aumentare. Le proiezioni indicano che in Europa una bicicletta venduta su due è ormai a pedalata assistita.

Nel contesto specifico del cicloturismo, la quota di viaggiatori che sceglie l’e-bike supera oggi il 30-40%, rendendo accessibili itinerari che fino a pochi anni fa erano riservati a ciclisti molto allenati. Questo cambio di paradigma consente di affrontare tappe medie di almeno 50 chilometri al giorno anche senza una preparazione agonistica, ampliando in modo significativo la platea dei fruitori. Famiglie e senior rappresentano un bacino sempre più rilevante, anche in virtù del forte successo delle e-bike nella fascia over 50, caratterizzata da un’elevata capacità di spesa.

L’Italia si conferma leader europeo nelle due ruote, anche se la distribuzione dei numeri non è uniforme sul territorio. La Lombardia primeggia per estensione delle piste ciclabili, con ben 1.470 chilometri. Veneto ed Emilia-Romagna spiccano invece per il numero di praticanti, in linea con la solida tradizione ciclistica che caratterizza queste regioni. Ottimi risultati anche per la Toscana, seconda per estensione della rete ciclabile, favorita da un mix particolarmente attrattivo di paesaggio, cultura ed enogastronomia.

Non è però solo il Nord a trainare il settore. Dal Sud arrivano segnali incoraggianti, in particolare grazie alla Ciclovia dei Parchi in Calabria e ai percorsi della Basilicata, che stanno emergendo come esempi virtuosi di rilancio socio-economico delle aree interne.

Allargando lo sguardo, si osserva una certa discrepanza tra l’espansione del cicloturismo e un mercato delle vendite che cresce solo marginalmente. Il motivo? Una tendenza sempre più diffusa a comprare meno e utilizzare di più. Non a caso, il mercato dell’usato e delle biciclette rigenerate è in forte crescita. Una dinamica che riflette quella “ricerca continua di momenti di benessere e pause rigenerative” evidenziata anche dal 59° Rapporto Censis.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda infine l’indotto professionale generato dal cicloturismo. Considerando che oggi un turista su quattro sceglie di viaggiare in Italia con la propria bicicletta, il comparto e-bike apre prospettive importanti nei settori del noleggio a lungo termine, delle flotte per strutture ricettive, dei servizi di guida ed escursione per i tour operator, senza dimenticare il ruolo fondamentale delle officine di riparazione e manutenzione.

Costruire relazioni solide con questi “attori” del sistema, radicandosi nel tessuto territoriale, significa intercettare un mercato che muove cifre rilevanti e mostra una crescita costante. La direzione è chiara. La strada, ormai, è tracciata.

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