Le batterie allo stato semisolido sono sicure oppure rappresentano un rischio? È una domanda che negli ultimi mesi sta animando il dibattito nel settore delle e-bike e, più in generale, della mobilità elettrica. Quando si parla di veicoli elettrici, infatti, si fa sempre più spesso riferimento al passaggio dai tradizionali elettroliti liquidi a soluzioni solide o ibride, un cambiamento tecnologico che promette di segnare una netta discontinuità rispetto al passato.
La sostituzione, anche solo parziale, dell’elettrolita liquido con materiali solidi comporta vantaggi immediati. Il primo è la riduzione di peso e volume, che si traduce in una maggiore densità energetica. Il secondo riguarda la progettazione del mezzo: batterie più compatte consentono una migliore integrazione nel telaio, con benefici in termini di aerodinamicità, scorrevolezza e maneggevolezza.
Dal punto di vista tecnico, le batterie semisolide rappresentano una fase di transizione verso lo stato solido puro. Consentono di ottenere accumulatori più leggeri e piccoli a parità di capacità, oppure, mantenendo lo stesso peso, di aumentare sensibilmente l’autonomia. Un passaggio graduale che ha attirato l’attenzione del settore, soprattutto dopo EICMA 2025, dove l’azienda cinese Bafang, attraverso la controllata T&D Power, ha presentato i propri prototipi di batterie allo stato semisolido.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, queste celle garantirebbero livelli di sicurezza molto elevati, persino superiori a quelli delle batterie LFP. I test dimostrativi hanno evidenziato un’elevata stabilità anche in condizioni estreme, con celle che non entrano in combustione nemmeno se perforate. Un aspetto cruciale per un mercato come quello delle e-bike, sempre più sensibile ai temi della sicurezza e dell’affidabilità.
L’aumento della densità energetica è uno degli elementi più interessanti anche in ottica prestazionale. Ridurre il peso complessivo della batteria significa avvicinare ulteriormente le e-bike alle biciclette muscolari, un divario che si sta progressivamente riducendo. Nel caso specifico di T&D Power, si parla di valori compresi tra 250 e 350 Wh per chilogrammo, con un miglioramento superiore al 50 per cento rispetto alle soluzioni attuali. Le celle sono garantite per almeno 1.500 cicli di ricarica e supportano la ricarica rapida, a patto di seguire corrette pratiche di utilizzo, come evitare sovraccarichi prolungati una volta completata la ricarica.
Lo sviluppo è già in una fase avanzata: T&D Power ha confermato che nel 2026 arriveranno sul mercato le prime e-bike equipaggiate con batterie allo stato semisolido. Resta però ancora riservata l’identità del marchio che per primo lancerà modelli di serie basati su questa tecnologia.
Allargando lo sguardo, il confronto con le tradizionali batterie agli ioni di litio mette in evidenza numerosi vantaggi: migliori prestazioni, maggiore sicurezza, maggiore durata nel tempo e una superiore stabilità termica. Si riduce drasticamente il rischio di fuga termica, aumenta il ciclo di vita e si accorciano i tempi di ricarica. Al momento, il principale limite resta il costo, ancora più elevato rispetto alle batterie agli ioni di litio e, ancor più, a quelle al sodio. Tuttavia, con la diffusione su larga scala e il perfezionamento dei processi produttivi, questo divario è destinato a ridursi.
La strada verso una diffusione capillare passa quindi da due direttrici principali: l’abbattimento dei costi di produzione e il continuo miglioramento della densità energetica, soprattutto in vista del passaggio definitivo alle batterie allo stato solido. Gli sviluppi futuri appaiono estremamente promettenti, ma il percorso è ancora in evoluzione. Le batterie semisolide rappresentano oggi un ponte tecnologico fondamentale, capace di traghettare la mobilità elettrica verso una nuova generazione di accumulatori più sicuri, leggeri ed efficienti.


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