L’e-bike non è soltanto un mezzo di trasporto o una tecnologia innovativa. Può diventare uno strumento capace di cambiare il modo di viaggiare, di conoscere i territori e di vivere il tempo libero. È questo il messaggio che Federica Cudini, Country Marketing Communication Manager di Bosch eBike Systems Italy, ha portato al convegno “Il futuro del turismo è lento”, ospitato a Perugia e dedicato alle nuove prospettive del cicloturismo e della mobilità sostenibile.
Nel suo intervento, Cudini ha ripercorso l’evoluzione del settore delle biciclette elettriche, ricordando come Bosch abbia iniziato la propria avventura in questo comparto nel 2009. Oggi l’e-bike rappresenta una delle più importanti innovazioni nel mondo del turismo attivo, una vera e propria “rivoluzione silenziosa” che sta modificando le abitudini di viaggio di milioni di persone.
La manager di Bosch ha però voluto attribuire alla parola “rivoluzione” un significato diverso da quello comunemente associato all’innovazione tecnologica. «Nella lingua latina revolutio era un movimento che andava indietro, un rallentamento, un ritorno all’origine, un ritorno a sé. E quindi secondo me non c’è parola migliore che descriva la necessità che oggi abbiamo tutti quanti di ritornare un pochino a connetterci con noi, con l’ambiente, con il tempo, con la lentezza».
Da questa riflessione nasce il concetto di turismo lento, una modalità di viaggio che si contrappone sempre più al turismo di massa e alla logica del “mordi e fuggi”. «Siamo abituati a un turismo di massa, a un turismo mordi e fuggi – ha spiegato -. Oggi un viaggio è un prodotto di consumo. Ma quello che proprio vuole fare il turismo lento è riportarci alla consapevolezza e al rispetto del desiderio che abbiamo di una riscoperta profonda di noi e del nostro territorio».
Nel confronto tra turismo tradizionale e turismo lento emergono differenze profonde. Se il primo è caratterizzato dalla velocità e dalla necessità di concentrare molte attività in poco tempo, il secondo mette al centro l’esperienza. «Facciamo meno chilometri, li percorriamo con più calma, ma abbiamo davvero la possibilità di assaporare ciò che stiamo facendo».
L’e-bike diventa così il mezzo ideale per favorire un’immersione autentica nei territori. Il cicloturista si ferma, incontra le persone, scopre gli artigiani e le attività locali. «Chi fa turismo lento – ha continuato Cudini – anche in bicicletta, ha proprio la necessità di fermarsi, di visitare le persone, i borghi, gli artigiani. C’è una riscoperta di un turismo semplicemente più umano».
Uno degli aspetti più interessanti evidenziati da Cudini riguarda il ruolo economico della bicicletta elettrica. Grazie alla possibilità di raggiungere aree meno frequentate, il cicloturismo contribuisce a distribuire i flussi turistici e a creare nuove opportunità di sviluppo. «La bicicletta riporta le persone a scoprire luoghi dove oggi operano artigiani, bar, caffetterie e molte altre attività che meritano di essere riscoperte».
L’e-bike, inoltre, amplia notevolmente la platea dei potenziali viaggiatori. Non è più uno strumento destinato esclusivamente agli sportivi o ai ciclisti esperti. «È una bicicletta trasversale, quindi assolutamente un turismo attivo per tutti». Un’affermazione che trova conferma anche nell’esperienza personale della manager, che ha raccontato come la pedalata assistita abbia permesso ai suoi figli di acquisire maggiore autonomia negli spostamenti quotidiani.
Perché il fenomeno continui a crescere, servono però servizi adeguati: strutture bike friendly, punti di ricarica, infrastrutture dedicate e formazione degli operatori. Elementi che oggi rappresentano un fattore decisivo nella scelta delle destinazioni da parte dei cicloturisti.
La conclusione dell’intervento sintetizza efficacemente la visione di Bosch eBike Systems sul futuro del turismo. «L’e-bike è lo strumento che mette le ali al desiderio di un turismo più umano – ha concluso Cudini -. Agisce come un motore di sviluppo economico sostenibile, perché non si limita a estrarre valore dalla località, ma lo distribuisce in modo equilibrato. Incentiva la permanenza e promuove un modello di turismo che valorizza e protegge il patrimonio locale, anziché consumarlo».
Un messaggio che si inserisce pienamente nel dibattito sul futuro del turismo italiano e che conferma come la bicicletta elettrica stia diventando uno degli strumenti più efficaci per coniugare sostenibilità, economia locale e qualità dell’esperienza di viaggio.

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