L’Antica Trasversale Sicula racconta una Sicilia lontana dagli stereotipi, arcaica e autentica, dove la storia precede l’arrivo di Greci e Romani e il paesaggio conserva ancora un’identità potente. È un itinerario che attraversa l’isola da ovest a est, dal mare di Mozia fino a Camarina, seguendo un’antica direttrice di collegamento tra Siculi, Sicani ed Elimi. Oggi, questo cammino lungo circa 650 chilometri è diventato anche una straordinaria esperienza cicloturistica, pensata per la mountain bike e dedicata a chi vive la bicicletta come strumento di esplorazione culturale, prima ancora che sportiva.
A raccontarne la genesi è Peppe De Caro, uno degli ideatori del progetto: «Nel 2016 abbiamo recuperato questo antico tracciato studiato dall’archeologo Biagio Pace, che per primo aveva intuito l’importanza di una linea trasversale capace di unire i popoli preellenici della Sicilia». Un lavoro complesso, portato avanti con il contributo di studiosi universitari italiani e stranieri, che ha permesso di ricostruire un percorso continuo attraverso 54 comuni e numerosi parchi regionali.
La Trasversale Sicula nasce come cammino laico, interamente dedicato all’archeologia e alla natura. «Non è un cammino religioso – sottolinea De Caro – ma un viaggio nella Sicilia più profonda, quella che conserva paesaggi e identità straordinarie». Da questa visione è nata l’idea di una versione ciclabile, pensata specificamente per MTB e rivolta a ciclisti esperti e amanti dell’avventura.
«La chiamiamo ciclovia, ma va chiarito subito un aspetto – precisa –: non è una ciclovia nel senso classico del termine. In alcuni tratti bisogna scendere dalla bici e portarla a spalla. È un percorso impegnativo, ma di una bellezza rara». Il tracciato ricalca la “linea madre” del cammino a piedi, con alcuni adattamenti che consentono di coprire distanze maggiori e di includere luoghi iconici come il Teatro di Andromeda, non accessibile lungo il percorso pedonale.
Pedalare lungo l’Antica Trasversale Sicula significa attraversare una sorprendente varietà di paesaggi. «A ogni chilometro il panorama cambia – racconta De Caro –: si parte dal mare e, nello stesso giorno, ci si ritrova immersi in boschi magnifici come Angimbè o Caronia, fino a entrare nel cuore dell’entroterra siciliano, nella Valle del Belice, tra Corleone, Prizzi e Castronovo». È una Sicilia poco conosciuta, lontana dalle rotte più battute, capace di lasciare senza parole camminatori e ciclisti.
Fondamentale è anche il lavoro sull’accoglienza. L’Associazione Trasversale Sicula non si limita a indicare le strutture dove pernottare, ma garantisce un supporto diretto lungo il percorso. «Abbiamo creato una rete di associazioni di volontariato che affianca chi affronta il cammino o la ciclovia», spiega De Caro. Anche chi viaggia in e-bike può contare su punti di ricarica presso le strutture ricettive, mentre in alcuni centri, come Corleone, sono attivi servizi di noleggio.
I periodi ideali per affrontare la Trasversale in bicicletta restano la primavera e l’autunno. «L’estate può essere estremamente impegnativa, soprattutto nell’entroterra ennese, dove il caldo è implacabile», avverte De Caro. Nonostante questo, i riscontri sono già molto positivi: «Sappiamo che diversi ciclisti l’hanno percorsa e ne sono rimasti sbalorditi. Lo deduciamo anche dai download delle tracce Wikiloc disponibili sul nostro sito. È solo l’inizio».
Lo sguardo è ora rivolto al 2026, anno in cui il progetto compirà dieci anni. «Stiamo lavorando a iniziative dedicate a chi vorrà camminare o pedalare lungo la Trasversale e stiamo approntando un sistema di credenziali», anticipa De Caro, ricordando anche il ruolo di Gibellina come Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Un tassello in più per un itinerario vivo, capace di unire archeologia, paesaggio e mobilità lenta.
Photo courtesy of Antica Traversa Sicula


Commenti
Inizia la discussione.