Il mercato delle e-bike è in forte e continua espansione a livello globale. A guidare questo cambiamento non è soltanto l’innovazione tecnologica, ma una crescente volontà di ripensare il modo di spostarsi. La micromobilità sta trasformando molti aspetti della vita quotidiana e sta influenzando anche il disegno delle città, sempre più chiamate a riorganizzarsi dal punto di vista urbanistico. I cittadini cercano alternative all’auto privata e una parte sempre più ampia è pronta a lasciare i veicoli a motore per soluzioni di trasporto più sostenibili. In questo contesto, la bicicletta – e in particolare la e-bike – si colloca al vertice del mercato della mobilità sostenibile, con ritmi di crescita superiori rispetto ad altri mezzi alternativi.
Questa espansione, che ha già modificato gli equilibri del settore, non sembra destinata a rallentare. Dopo il forte boom registrato nel periodo post-pandemico, la domanda si è progressivamente assestata, senza però perdere slancio. Durante la pandemia, la e-bike è stata per molti un mezzo di evasione e di scoperta del territorio; successivamente, quel cambiamento di abitudini si è esteso anche all’ambito urbano, trasformando la bici elettrica in una reale alternativa per gli spostamenti quotidiani.
Il mercato
La crescita del comparto è ormai strutturale. Il trend di fondo indica un incremento costante nel lungo periodo: meno impetuoso rispetto agli anni immediatamente successivi al Covid, ma più solido e sostenibile. I principali mercati di riferimento, europeo e nordamericano, registrano oggi un aumento continuo rispetto ai livelli del 2020. In Italia, lo scorso anno sono state vendute 274.000 e-bike, pari a circa il 20 per cento del mercato complessivo delle biciclette.
Anche la produzione segue questa dinamica positiva, con un incremento del 17 per cento rispetto all’anno precedente. Il settore delle e-bike genera occupazione, valore economico e si distingue per una forte vocazione all’export, confermandosi come uno dei comparti più dinamici legati alla mobilità sostenibile.
Le sfide
Il futuro del settore è però legato a una serie di sfide che coinvolgono diversi attori. In primo luogo le città, chiamate ad accompagnare il cambiamento e a ripensare gli spazi urbani affinché la mobilità sostenibile possa crescere e convivere in modo equilibrato con gli altri utenti della strada. L’aumento dell’utilizzo del bike sharing elettrico, evidente in città come Milano e Torino, è un segnale chiaro di questa trasformazione.
Un ruolo centrale spetta anche alla politica e alle scelte di chi è chiamato a progettare il trasporto del futuro. La e-bike sta ridisegnando la mobilità urbana e gli utenti chiedono regole chiare, infrastrutture adeguate e una visione di lungo periodo capace di sostenere il cambiamento. Parigi rappresenta un esempio emblematico: grazie a politiche coerenti e a investimenti infrastrutturali costanti, è diventata una delle capitali europee più avanzate nell’integrazione della mobilità ciclabile, affiancata da altre realtà virtuose anche al di fuori del Vecchio Continente.
Anche l’Italia è chiamata a rispondere alle esigenze di un settore ormai solido, che necessita di supporto per sviluppare infrastrutture e politiche stabili nel tempo. Il percorso è avviato: ora la sfida è intercettare e accompagnare la crescente domanda di una mobilità alternativa, sostenibile e orientata al futuro.


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