Blockhaus, l’itinerario per MTB è una sfida da duri al “gigante cattivo”

Maggio è un mese speciale per gli amanti del ciclismo. È il mese del Giro d’Italia, che ispira milioni di appassionati sulle strade e davanti al televisore. E ispira tantissimi praticanti ciclisti a esplorare le strade attraversate dai big della bicicletta.

Fra i paesaggi che lasciano a bocca aperta i tifosi ci sono quelli montani dell’Abruzzo, dal Gran Sasso alla Maiella. Nel 2022 a ospitare un arrivo in quota della Corsa Rosa è stato nuovamente il Blockhaus, la salita che vide Eddy Merckx vincere la sua prima tappa al Giro d’Italia, 55 anni fa.

Un’ascesa impegnativa che non scoraggia, anzi, gli amanti del ciclismo e della montagna, che anche sui social network e sui portali specializzati condividono le loro esperienze e i loro tracciati. Ve ne proponiamo uno firmato da EsploraMonti su Wikiloc, tra strada asfaltata e sterrati. 

Per raggiungere il punto di partenza, usciti al casello autostradale di Scafa, si prosegue per San Valentino e poi verso Caramanico, quindi a sinistra per Roccamorice e dopo circa 300 metri la prima stradina che si incontra a destra, parcheggiando a quota 560 metri.

I PRIMI CHILOMETRI IN SELLA E IL PANORAMA SULLA VALLE DI SANTO SPIRITO

La pedalata inizia su strada asfaltata, senza grandi pendenze fino al km 3,7, quando si scollina su un dosso con vista Valle Giumentina. Da qui si prosegue in leggera discesa su un comodo sterrato, si lasciano sulla sinistra due bivi e al terzo (km 4.9) si prende a sinistra, ricominciando a salire su un fondo non ottimale.

La salita vera verso Pianagrande, lo Stazzo di Caramanico e il Blockhaus, inizia dopo 6 km, quando si gira a sinistra prima dell’abitato di Decontra. Dopo un lungo rettilineo, una curva destra-sinistra porta a un grande stazzo a quota mille metri, che anticipa pendenze più impegnative, “allietate” dal panorama sulla Valle di Santo Spirito e sul Gran Sasso.

IL SENTIERO PER L’EREMO DI SAN GIOVANNI E POI SU VERSO LO STAZZO DI CARAMANICO

Al km 12, leggera deviazione per la fonte Roberto, non visibile dalla strada ma utilissima. Pendenze toste per un migliaio di metri, poi oltre la sbarra anti-auto si arriva a una pianura erbosa e al sentiero per l’eremo di San Giovanni. L’ascesa prosegue e, dopo un breve tratto nel bosco, in località Pianagrande si ammira uno dei più bei paesaggi della Maiella.

Prossima tappa lo “stazzo di Caramanico”, rifugio Di Marco, al km 16 ma per arrivarci c’è un altro tratto ostico preceduto da un pianoro erboso. La Madonnina del Blockhaus è a un chilometro ma le pendenze sono tali da scoraggiare anche l’ascesa a piedi spingendo la bici.

L’ALTERNATIVA FRA PRATI E ROCCE, IL RITORNO SU STRADA ASFALTATA FINO ALLA MADONNINA

L’alternativa è la traccia che, a Sud-Est, sale in diagonale verso sinistra. Breve tratto con bici a spinta, poi si risale in sella stando comunque attenti ai brevissimi tratti fra le rocce. Si passa dal prato della Maielletta e si procede verso gli skilift, per poi raggiungere la strada asfaltata che da Mammarosa sale verso il Blockhaus (km 19,2 a quota 1.800 m).

Negli ultimi quattro chilometri, si passa dal rifugio Pomilio e ci si gode lo spettacolare panorama fino a raggiungere la cappelletta della Madonnina del Blockhaus, a quota 2.065m. Per tornare a valle, si può percorrere a ritroso l’itinerario di salita oppure scegliere la strada asfaltata che tocca Mammarosa-Fonte Tettone e scende ripidamente a Roccamorice.

Anche voi siete amanti delle sfide “estreme” ai giganti delle montagne? Raccontateci le vostre esperienze in sella!

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